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Municipi e Italia Nostra a Bonisoli: Appia resti autonoma

Roma – Vogliono “dare un segnale al ministro Bonisoli”, invitarlo a “ripensare la questione delle mancate autonomie di alcuni parchi e musei”, chiedere “qual e’ il piano” per i siti declassati dalla riforma del ministero dei Beni culturali. A partire dal Parco archeologico dell’Appia antica, intorno a cui Italia nostra, associazione Bianchi Bandinelli e anche i Municipi di Roma VII e VIII lanciano un altro appello all’indirizzo del Collegio romano. “Scenderemo in campo con una iniziativa pubblica, perche’ il futuro dell’Appia rischia di essere lo smembramento tra due Soprintendenze. Per questo oggi chiediamo ancora al ministro Bonisoli di ripensare quel decreto. Siamo qui per mettere insieme tante voci”, ha spiegato la vicepresidente della sezione di Roma di Italia nostra, Annalisa Cipriani, che ha letto le testimonianze-appello di Corrado Augias e Paolo Rumiz. “Siamo sconcertati per la soppressione dell’autonomia solo per alcuni istituti- ha aggiunto Rita Paris, presidente della Bianchi Bandinelli e storica direttrice dell’Appia antica- Non nascondo le perplessita’ sulla riforma Franceschini, di cui ci saremmo aspettati una revisione piu’ ampia, tuttavia con grande forza vogliamo chiedere al ministro Bonisoli qual e’ il piano, perche’ al di la’ della riorganizzazione occorre un piano e noi non abbiamo ancora compreso quale sia. Non si comprende la scelta degli istituti privati dell’autonomia, non vi e’ logica se non quella di recuperare qualche posto da dirigente”.

Alla “mancanza di fondi” che ha sofferto e soffre ancora l’Appia antica, per cui “si stanno ancora aspettando quelli per sistemare il tratto di strada tra Fioranello e Marino”, si aggiunge oggi la preoccupazione per il destino del Parco archeologico. “L’Appia ha gia’ vissuto tre anni di stenti- ha detto ancora Paris- non permetteremo a nessuno di creare un’altra fase lunga di instabilita’. Il ministro deve avere coscienza e rivalutare la precedente riforma parlando con coloro che sono piu’ competenti a farlo. Se Bonisoli ha un’altra idea deve assolutamente comunicare il programma per l’Appia, non possiamo attendere ancora mesi di incertezza e di squalificazione della sua immagine”.

A portare la loro adesione all’appello, anche Valentino Nizzo, direttore del Museo Etrusco di Villa Giulia, altro sito che con la riforma Bonisoli ha perso autonomia, Elena De Santis, assessore alla Cultura del VII Municipio e Amedeo Ciaccheri, presidente dell’VIII Municipio, mentre anche la minisindaca del Centro storico, Sabrina Alfonsi, ha fatto arrivare a Italia nostra la sua vicinanza. “La nostra storia e’ iniziata insieme a quella del Parco dell’Appia- ha ricordato De Santis- Come ente di prossimita’ abbiamo cercato di favorire tavoli e incontri per mettere insieme Soprintendenze e Regione Lazio per valorizzare questo patrimonio”. Fino alla sottoscrizione di una intesa tra il VII Municipio e il Parco che ora “abbiamo formalizzato in Giunta e in cui proponiamo l’autonomia gestionale del sito e anche la modifica della denominazione, aggiungendo anche la via Latina. Inoltreremo questa Memoria agli organi cittadini e nazionali, perche’ siamo contrari alla perdita dell’autonomia dell’Appia”.

A settembre, poi, il VII Municipio presentera’ anche il suo piano per la segnaletica dell’acqua, “da piazza Lodi fino al parco degli Acquedotti, con una mappa tattile al parco di Tor Fiscale”. A chiedere alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, e al vicesindaco Luca Bergamo di unirsi alle richieste da portare al ministro Bonisoli e’ stato Ciaccheri, che ha ricordato “il lavoro fatto in questi anni con Paris, a cui vorremmo dare continuita’. Un tema, quello della governance dell’Appia, che l’VIII Munciipio ha portato in Consiglio municipale con un atto che “verra’ indirizzato alle istituzioni capitoline e al ministero, perche’ il nostro territorio- ha concluso il presidente- si sente legato al destino dell’Appia”. Chiamato da Italia nostra, anche il critico d’arte e sindaco di Sutri, Vittorio Sgarbi, e’ intervenuto sul tema direttamente dalla sede di Italia nostra, spiegando che quello messo in atto da Bonisoli con la riforma “e’ un tentativo di centralismo patetico che ha gia’ perso rispetto all’idea di autonomia della Lega”.