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Municipio II, Azione a Raggi: basta usare Villa Ada per propaganda

Roma – “Continua l’uso sfacciato e utilitaristico della sindaca e della sua amministrazione di Villa Ada, una delle ville piu’ belle e grandi di Roma, nel cuore del II Municipio. Solo nell’ultimo mese, la villa e’ stata oggetto di ben cinque annunci di cui si fa difficolta’ a cogliere il senso complessivo, visto lo stato di degrado generale che l’avvolge e che richiederebbe ben altra discussione”. Lo dichiara, in una nota, Elisabetta Natili, referente per il II Municipio di Roma di Azione, il partito di Carlo Calenda.

“Andiamo con ordine. Qualche giorno fa la villa e’ finita al centro del dibattito tra associazioni e istituzioni per la discussione sull’attraversamento al suo interno del Grab, il Grande anulare delle bici, progetto che si sviluppa per circa 45 km all’interno della citta’ di Roma e che prevede la pista ciclabile come componente della viabilita’ a tutti gli effetti.”

“Alla luce del quadro normativo vigente e dei conseguenti vincoli ai quali e’ soggetta Villa Ada- sottolinea Natili- il passaggio all’interno della villa e’ molto controverso. In questo caso siamo per il pragmatismo politico. Dovremmo sfruttare l’occasione per riqualificare le infrastrutture gia’ esistenti, aggiungendo valore al territorio ed evitando spreco di risorse pubbliche”.

Nello specifico, prosegue l’esponente di Azione, “si potrebbe procedere con la riqualificazione del percorso gia’ esistente all’esterno della villa; promuovere maggiormente l’utilizzo di quel tratto come strumento di mobilita’ sostenibile in accordo con i programmi di Rfi, attraverso l’utilizzo di segnaletica ad hoc; realizzare il tratto mancante di Viale Maresciallo Pilsudski come necessario collegamento al Grab; riqualificare via di Monte Antenne mediante un percorso pedonale separato dalla corsia per le auto, che consenta di raggiungere il parco di Monte Antenne dall’ingresso di Villa Ada. Cio’ contribuirebbe inoltre, la cucitura delle due aree di Villa Ada e Monte Antenne che costituiscono un tessuto storico ambientale unitario”.

“Ma torniamo allo sfruttamento di Villa Ada come strumento di propaganda elettorale. Meno di un mese fa l’assessora Fiorini dedica un intero post della sua pagina facebook per ricordare i 435mila euro stanziati in Giunta apitolina lo scorso novembre per ‘opera di riforestazione’. Uscita probabilmente pensata, volta a sedare le rimostranze dei romani contro gli abbattimenti incontrollati e non trasparenti dell’ultimo periodo. Il 10 febbraio, con stesso spirito propagandistico, sempre l’assessora Fiorini ricorda i 740.625 euro stanziati il 2 aprile del 2020 per il restauro del Casale della Finanziera, uno degli undici edifici e manufatti storici in stato di totale abbandono”, continua Natili.

“Annuncio simile per il milione di euro stanziato il 10 aprile del 2020 e destinato alla ‘riqualificazione del patrimonio vegetazionale e delle matrici ambientali dell’intera villa’. Infine la nostra sindaca il primo marzo dedica un intero post al verde e alle bellezze del II Municipio. Nomina Villa Ada come fiore all’occhiello del territorio, accenna alle altre ville storiche dove si pregia di aver eseguito, addirittura, ‘una serie di operazioni di sfalcio'”.

Per la referente municipale di Azione “la verita’ e’ che a fare una ricognizione di tutti i fondi stanziati negli ultimi due anni, si rimane colpiti da due cose: la prima e’ che, anche volendo, non si riesce proprio a inserirli in una visione d’insieme per la cura e la riqualificazione della villa, la seconda e’ che la quasi totalita’ dei bandi non e’ stata ancora aggiudicata.”

“La verifica del risultato e’ semplice: basta una passeggiata per constatare di persona lo stato di abbandono degli edifici storici, la distesa di centinaia di tronchi mozzi, testimoni di abbattimenti massivi senza rispettiva ripiantumazione, metri e metri di siepi uccise da violente potature fuori stagione e relativo materiale di risulta che giace li’ da mesi. Tutto e’ specchio di una gestione che si muove in modo sconnesso, non solo senza visione ma anche senza programmazione dell’ordinaria manutenzione e senza alcuna garanzia del servizio”.

Secondo l’esponente del partito di Calenda, “il dibattito va spostato dalla propaganda di interventi a singhiozzo e riportato sulla capacita’ e le competenze gestionali di cui necessita il territorio. E tanto piu’ sono complessi i sistemi, come quello delle ville storiche, quanto piu’ tale capacita’ deve essere elevata.”

“Alla loro gestione concorrono enti diversi e pertanto servono leadership, visione, gestione unitaria, cultura e capacita’ gestionali capaci anche di proporre sistemi di governance alternativi a quelli attuali, ove necessario. Insomma, se la politica e’ arte di governo a servizio dei cittadini e del territorio, lo stato in cui versa Villa Ada e’ il perfetto risultato di un’amministrazione irresponsabile ormai allo sbando alla quale si spera di poter dare presto una svolta positiva”, conclude Natili.