Municipio IV, in streaming sfiducia unanime: via Della Casa

Roma – È finita in videoconferenza, tra le lacrime in diretta streaming dopo quattro anni di amministrazione, l’esperienza di Roberta Della Casa alla guida del IV Municipio. Il Consiglio ha approvato all’unanimita’, con 24 voti favorevoli su 24 eletti (la minisindaca non ha partecipato al voto), la mozione di sfiducia presentata – nel pieno dell’emergenza coronavirus – nei confronti della minisindaca dalla sua maggioranza, con la prima firma della capogruppo del M5S al Tiburtino, Germana Di Pietro.”

“È la prima volta che un minisindaco catalizza su di se’ un dissenso cosi’ ampio da parte dell’organo consiliare: non era mai accaduto dall’istituzione delle vecchie Circoscrizioni capitoline, nell’ormai lontano 1966 (ricordando che l’elezione diretta dei presidenti avviene dal 1997). Un addio, quello stabilito dall’organo consiliare territoriale rappresentativo dei cittadini, che pero’ potrebbe durare poco: la sindaca Virginia Raggi, infatti (che oggi, dopo III, VIII e XI Municipio perde il quarto territorio dall’inizio della consiliatura, tutti con sfiducia dei relativi minisindaci) potrebbe gia’ nelle prossime ore nominare Della Casa – autoproclamatasi stamattina “presidente per caso, scelta con l’inganno” – come commissario fino alle prossime elezioni, soprattutto dopo aver ricevuto l’esplicita copertura da parte del capo politico del Movimento, Vito Crimi, che ha annunciato la sospensione “con decorrenza immediata” dal M5S e i relativi provvedimenti disciplinari per i consiglieri pentastellati che hanno presentato e votato la sfiducia.

Un lungo dibattito durato oltre 8 ore quello intorno al documento della maggioranza che ha messo nero su bianco gli addebiti rivolti a Della Casa, a partire dalla “evidente incapacita’ della Giunta di proporre progetti condivisi e condivisibili con la propria maggioranza” e dallo svilimento “delle commissioni consiliari”, cristallizzati in una gestione dell’emergenza Coronavirus “visibilmente inadeguata nelle modalita’ e negli indirizzi”.

Nell’elenco delle motivazioni che hanno portato la maggioranza alla decisione piu’ difficile anche la condizione della popolazione del territorio, definita “fortemente provata in ambito sociale, sanitario ed economico”, ma anche i frequenti cambi in Giunta e ai vertici del Municipio, tra cui “undici assessori, cinque direttori di Municipio, due direttori tecnici, tre direttori dell’area socio-educativa”: impossibili da dimenticare i casi degli assessori Emanuela Brugiotti, allontanata durante la maternita’, Alessandro Pirrone, cacciato per uno schiaffo a un consigliere del M5S, e Claudio Perazzini, che scopri’ di essere stato messo alla porta solo perche’ a quella del suo ufficio, nottetempo, era stata cambiata la serratura. A far scattare la sfiducia, protocollata lo scorso 24 aprile, la destinazione di 90mila euro per eventi culturali a Villa Farinacci in piena emergenza sanitaria, decisione ritenuta “inopportuna” dai pentastellati rispetto “alla fase critica che stiamo vivendo e a una realta’ territoriale che ha un tasso di poverta’ molto alto”.