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Municipio VII, candidato centrosinistra Laddaga: Nei primi 100 giorni cittadini al primo posto, poi censimento spazi pubblici e riattivazione servizio anagrafico a Villa Lazzaroni

Ormai ci siamo, manca poco al ballottaggio del 17 e 18 ottobre nel quale i romani saranno chiamati a scegliere il nuovo sindaco, tra Gualtieri (centrosinistra) e Michetti (centro destra), e i presidenti dei 15 Municipi della Capitale. Mettendo sotto la lente di ingrandimento il più popoloso di essi, ai livelli di una grande città di provincia, troviamo una sfida al secondo turno tra Francesco Laddaga per il centrosinistra e Luigi Avveduto per il centrodestra.

Francesco Laddaga ha parlato al nostro giornale, scopriamo qualcosa in più di questo candidato e soprattutto di come immagina il VII Municipio in caso di sua vittoria al ballottaggio.

Buongiorno, iniziamo a capire in caso di sua vittoria al ballottaggio del 17 e 18 ottobre che tipo di Municipio lei ha in mente, quali sono le priorità?

In campagna elettorale si finisce spesso per dire cose simili tra i candidati, ma ci sono alcune tematiche sulle quali io e tante altre persone del municipio lavoriamo già da un po’, la prima è che vorrei un Municipio in grado di collaborare con i cittadini, e parlare con i comitati di quartiere e le associazioni che qui sono davvero importanti, lo scorso anno ad esempio ho dato vita al “Coordinamento Solidale del VII Municipio” che ha messo in rete circa 70 realtà del territorio per contrastare i disagi dovuti alla pandemia di Covid.

L’idea è quella di permettere a tutte le realtà del terzo settore, dell’associazionismo e dei comitati di quartiere di poter sprigionare la propria energia, perché ce n’è davvero molta. Purtroppo mancano gli spazi, e nei primi 100 giorni di lavoro faremo un censimento di tutti gli spazi pubblici e degli enti statali e parastatali e gli immobili sequestrati alla malavita che sono tanti e lì da anni, per cercare di fare un ordine di priorità tra quelli che si possono sistemare velocemente con dei lavori, oppure quelli che hanno bisogno di interventi più importanti e di metterli a disposizione con dei bandi per creare punti di incontro per la popolazione e presidi culturali.

Altra cosa importante per il territorio dell’ex IX Municipio è riattivare gli uffici ed i servizi nella sede dell’anagrafico di Villa Lazzaroni. Infine prevedo un importante intervento e potenziamento dei mezzi pubblici.

Quale sarà il destino della pista ciclabile sulla Via Tuscolana?

Bene le ciclabili e potenziare il trasporto pubblico. Per quanto riguarda la ciclabile in questione va certamente ripensata, ovvero dobbiamo tenere presenti i due segmenti esistenti, ad esempio nella parte relativa all’ex X Municipio fino alla salita del Quadraro, costata circa 1 milione di euro, c’è una ciclabile vera che personalmente non avrei fatto lì ma è impensabile smantellarla, ma ci sono delle criticità in prossimità degli incroci che vanno affrontate diversamente.

Per quel che riguarda il territorio dell’ex IX Municipio, quella è una ciclabile provvisoria ma in alcuni punti davvero folle e va senz’altro ripensata. Quindi bene lavorare su trasporto pubblico e ciclabili, ma non trattare chi prende il mezzo privato, magari per lavoro, come un criminale. Bisogna fare in modo che in città ci si possa spostare bene con i mezzi pubblici, ma chi deve prendere la propria auto per necessità deve poter contare su di una mobilità più ragionata.

Un commento sulla giunta uscente, quella di Monica Lozzi?

Io penso che Monica Lozzi e la sua Giunta abbiamo certamente lavorato, su alcune questioni bene, come per la pedonalizzazione di Via Flavio Stilicone, sulla quale però ho rimproverato il fatto che alcune innovazioni passate per loro idee in realtà erano già state proposte prima di loro, comunque bene così.

Porteremo avanti le cose fatte bene come la riqualificazione dell’ingresso del Parco degli Acquedotti dal lato dell’Appia, e altri progetti. Su quelli che invece ancora esclusivamente progetti ci riserviamo di valutare se siamo d’accordo o no. Per me invece fallimentare è stato l’approccio con i giovani ed i centri giovanili, e su questo tema intendiamo invertire la tendenza in modo radicale.

Un Municipio grande come una città, cosa si può fare in questo senso?

Noi dobbiamo ripensare la città pensando ad un reale decentramento, a me non è piaciuta molto l’operazione annessione di Torre Spaccata, ma do volentieri il benvenuto a quei cittadini che hanno espresso una volontà, tra l’altro ho già incontrato diversi comitati di zona. Comunque passare da un territorio ad un altro con una raccolta di firme è una metodologia che non funziona.

Noi però possiamo e dobbiamo rivedere i confini dei municipi ragionando con uno sguardo d’insieme, per esempio non funziona il fatto che siano delle “fette” che vanno dal centro alla periferia dall’interno all’esterno, perché le problematiche e la popolazione sono diverse. La città va ripensata partendo dai dipartimenti e dalla macchina amministrativa centrale fino ai municipi.

Jacopo Nassi