Nata il 31 e operata l’1 gennaio al Bambin Gesù: ecco la storia di Chloe

Roma – È venuta alla luce il 31 dicembre ed e’ stata sottoposta a un intervento salvavita il 1 gennaio 2021. Nel passaggio dal vecchio al nuovo anno, in pieno lockdown, all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesu’ di Roma e’ nata Chloe, una bimba affetta da una grave e rara malformazione polmonare, ‘rinata’ poche ore dopo con un’operazione che le consentira’ di crescere in salute.

“Il parto e’ avvenuto al Bambino Gesu’, che non ha un reparto Maternita’, grazie al progetto in collaborazione col San Pietro Fatebenefratelli che prevede la nascita presso l’Ospedale Pediatrico della Santa Sede di neonati con patologie ad altissimo rischio di complicanze o di morte neonatale per l’immediata assistenza medico chirurgica specialistica- precisa in una nota stampa il nosocomio romano- A cinque giorni dall’intervento la piccola respira da sola (senza l’assistenza del ventilatore meccanico) e si avvia verso la guarigione completa”.

MAVP, UNA MALFORMAZIONE MOLTO RARA “La neonata operata il giorno di capodanno era affetta da Mavp-malformazione artero-venosa polmonare, un’anomalia vascolare molto rara che colpisce circa un bambino su 3mila-5mila nati vivi. Solo in minima parte (5-6%), viene diagnosticata in epoca neonatale, mentre si manifesta piu’ frequentemente in eta’ adulta con malformazioni di piccole dimensioni. Nel caso di Chloe, al contrario, la lesione era molto estesa e il suo cuoricino dilatato e sovraccarico”.

Continua la nota del Bambin Gesu’: “All’interno dei polmoni del feto con questa insidiosa anomalia si sviluppa, infatti, un groviglio di vasi che devia il normale percorso sanguigno mettendo in comunicazione diretta arteria e vena polmonare: intrappolato in questo cortocircuito, il sangue non riesce a ossigenarsi e si riversa nel cuore in grande quantita’ con il rischio di generare un grave scompenso cardiaco. Si tratta di una malformazione complessa, difficile da osservare nel neonato o durante la vita fetale, che puo’ richiedere un’assistenza altamente specialistica al momento della nascita per scongiurare il pericolo di morte – nei casi piu’ gravi – con un intervento in urgenza. La diagnosi di Mavp per Chloe e’ stata fatta in utero e la mamma trasferita a Roma per pianificare tempi e modalita’ del parto”.

L’INTERVENTO SALVAVITA “Il 1 gennaio 2021, a poco piu’ di 24 ore dalla nascita, la neonata e’ stata sottoposta a un intervento salvavita per correggere il difetto nei polmoni. L’equipe multidisciplinare del Bambino Gesu’ composta da anestesisti, chirurghi neonatali e infermieri, ha ricostruito il fisiologico flusso sanguigno legando i vasi malformati in modo progressivo e lento per evitare scompensi emodinamici. Ha poi ha effettuato la ‘lobectomia polmonare inferiore’, ovvero l’asportazione della porzione di polmone con l’anomalia vascolare. Con circa 25 casi all’anno, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesu’ e’ il Centro italiano che esegue il piu’ alto numero di interventi sul polmone in epoca neonatale. Meno frequenti (tre negli ultimi dieci anni) le operazioni per trattare il tipo di anomalia di cui era affetta la piccola paziente di capodanno, caratterizzata da un grave scompenso cardiaco”.

“L’intervento effettuato sulla neonata e’ risolutivo- spiega nella nota il prof. Pietro Bagolan, direttore del Dipartimento Medico Chirurgico del feto-neonato-lattante del Bambino Gesu’- Superata la fase post-chirurgica, la piu’ delicata, le prospettive di qualita’ di vita sono ottime e, in futuro, non avra’ piu’ bisogno di altre operazioni. A pochi giorni dall’intervento la piccola e’ stata in grado di iniziare finalmente a respirare in modo autonomo. Le sue condizioni cliniche sono buone e ci aspettiamo un recupero completo”.

UN PUNTO NASCITA PER BAMBINI AD ALTO RISCHIO “Il Bambino Gesu’ copre tutte le specialita’ mediche e chirurgiche neonatali e pediatriche, compresa la diagnostica prenatale, ma non ha un reparto di degenza ostetrica. Con l’autorizzazione della Regione Lazio e il supporto dell’Ospedale San Pietro-Fatebenefratelli, dal 2017 all’interno dell’Ospedale Pediatrico della Santa Sede e’ operativo un punto nascita per casi selezionati di alta complessita’ che possono richiedere interventi in emergenza al momento del parto o poco dopo lo stesso. L’obiettivo della convenzione e’ rendere immediatamente disponibili, in un’unica sede, tutte le piu’ avanzate competenze ostetriche, cardiologiche, intensive e chirurgiche, evitando a nascituri particolarmente vulnerabili i rischi del trasporto da una struttura all’altra. Dal 2017 ad oggi, hanno partorito al Bambino Gesu’ 99 mamme con l’assistenza dell’equipe di specialisti dei due ospedali. Il parto numero 100 e’ programmato per il 7 gennaio 2021”.

UN LAVORO DI SQUADRA: DALLA SARDEGNA AL BAMBINO GESU’ “Superando le difficolta’ legate alla pandemia Covid-19, alla gestione di questo caso molto complesso – dalla diagnosi prenatale al monitoraggio post-operatorio della neonata – hanno collaborato gli specialisti dei Dipartimenti Medico chirurgico del feto-neonato-lattante, Emergenza, Anestesia e Rianimazione, Diagnostica per Immagini e Medico chirurgico di Cardiologia pediatrica del Bambino Gesu’- conclude la nota dell’ospedale pediatrico romano- La mamma della piccola, proveniente dalla Sardegna, dopo il sospetto, non facile, di diagnosi e’ stata subito inviata al Bambino Gesu’ per la specificita’ delle competenze nel trattamento di patologie complesse del feto e del neonato. È stata seguita dagli specialisti dell’Ospedale Pediatrico della Santa Sede nella fase finale della gravidanza per arrivare al termine della 37esima settimana monitorando costantemente i problemi a livello cardiaco della piccola. Il giorno del parto, in sala operatoria era presente anche l’equipe ostetrica del San Pietro Fatebenefratelli per la gestione condivisa del cesareo e di eventuali complicanze”.