Niente museo fascismo, Guerrini ritira mozione: critiche in malafede

Roma – La mozione della discordia sulla realizzazione di un ‘Museo del fascismo’ a Roma e’ stata ufficialmente ritirata dall’ordine dei lavori dell’Assemblea capitolina. A fare dietrofront e’ stata la consigliera del M5S, Gemma Guerrini, che l’aveva presentata scatenando un vespaio di polemiche sia all’interno della maggioranza che nel centrosinistra: Guerrini ha comunicato la volonta’ di ritirare l’atto durante la seduta d’Aula di oggi in videoconferenza.

Questa mozione, ha spiegato la pentastellata, “fu presentata come urgente a giugno scorso, a ridosso di una manifestazione neofascista: non so perche’ non le fu riconosciuto il carattere di urgenza, ma la calendarizzazione a distanza di tempo ha decontestualizzato questa proposta”. Comunque, ha sottolineato Guerrini, “nulla giustifica la becera strumentalizzazione mediatica di cui questa mozione e’ stata oggetto, un’operazione con cui chi per malafede, chi per analfabetismo ritorno e chi per ambedue ha interpretato come nostalgica un’iniziativa in cui chiunque abbia un minimo di onesta’ intellettuale ne riconosce il valore antifascista e di memoria con l’intento di schiacciare ogni velleita’ revanscista”.

Per la consigliera, la discussione intorno alla mozione “avrebbe dovuto trovare un ambiente politico molto piu’ maturo e strutturato di quello che invece c’e’ stato, e ringrazio l’Anpi per il conforto e il sostegno datomi”. Guerrini ha infine assicurato che “la decisione di ritirare questa mozione e’ stata presa da me in piena autonomia e senza alcuna ingerenza da parte della sindaca, confermo che durante tutta questa vicenda non e’ mai venuto meno il rispetto del processo democratico e dei rispettivi ruoli”.