“Nonno mi aiuti a far bella Roma”? a Largo Agosta aiuole per riqualificare piazza foto

“Nonno mi aiuti a far bella Roma”? Il progetto del V Municipio conclusosi a Largo Agosta

Il V Municipio continua con le iniziative culturali e sociali legate all’ecologia e alla tutela dell’ambiente nel territorio, coinvolgendo le varie associazioni e comunità presenti nel Municipio e non solo.

Sabato scorso, in mattinata, al cospetto delle istituzioni comunali e municipali, è stato realizzato quello che, per ora, rappresenta lo step finale di un bel percorso iniziato qualche mese fa. Nel weekend a Largo Agosta sono state,infatti, poste delle aiuole che hanno riqualificato la piazza. Non si tratta solo di un mero abbellimento estetico, ma del frutto di un lavoro sinergico svolto per mesi e concretizzato con laboratori di orti didattici realizzati nelle scuole.
Partiamo dal principio.

Mesi fa, con l’associazione nazionale di protezione ambientale Earth, vincitrice di un bando capitolino, l’Amministrazione municipale ha  reso possibile un progetto in grado di coinvolgere i centri anziani e, come fortemente voluto dalla Giunta e Consiglio, anche i bambini degli asili e primarie del territorio.

Nel mese di novembre e dicembre, nelle scuole che hanno aderito al progetto, i bambini, accompagnati e supportati dai nonni, hanno costruito orti su ortiere o su terra e piantato piante aromatiche o da orto costruendo quindi delle aiuole che poi, si era detto, sarebbero state trasportate in vari quartieri del V Municipio.
Il nome del progetto era proprio il seguente “Nonno, mi aiuti a far bella Roma?”.

Lo scopo, appunto, era quello di andare a riqualificare concretamente il territorio, implementando o arricchendo le aree verdi, soprattutto laddove per anni è mancato decoro e bellezza, con opere create dai più piccoli e i più anziani. Oltre a rendere più ecosostenibile la città, il progetto aveva il fine di sensibilizzare ed educare le nuove generazioni alla cura ambientale. Il fine di questi incontri è stato senza dubbio pedagogico. Come sosteneva infatti Fritijof Capra nel suo libro “Ecoalfabeto. L’orto dei bambini”, il modo più diretto ed efficace per insegnare ai più piccoli i principi base dell’ecologia e del pensiero sistemico è quello di fargli creare e coltivare un orto all’interno delle scuole.

La scuola forma le nuove generazioni e può e deve farlo anche con azioni concrete, non solo teoriche, come sostenuto dai rappresentanti della Giunta. Questi progetti, finanziati e promossi dal V Municipio, hanno anche l’obiettivo di coinvolgere e responsabilizzare la cittadinanza, di tutte le età,  sia sul tema della sostenibilità ambientale sia su quello dell’impegno sul territorio. A parlare di questo progetto portato avanti con Earth, è stato l’Assessore alle Politiche Ambientali del V Municipio, promotore delle varie iniziative organizzate con l’associazione (da citare anche la costruzione partecipata di box per il book crossing nel Municipio).

Dario Pulcini era presente sabato all’evento insieme all’Assessore alla Scuola Maria Elena Mammarella e all’Assessore alle Politiche Sociali di Roma Capitale Veronica Mammì. Presenti e protagonisti del progetto anche il Presidente e Vice Presidente della Commissione Scuola e Cultura Alessandro Stirpe e la Vice Presidente della medesima Commissione Monia Maria Medaglia che, oltre a seguire fin da principio l’ideazione, hanno contribuito concretamente alla realizzazione pulendo e piantando insieme all’associazione nel weekend.

L’Assessore Pulcini, presente attivamente anche lui all’evento, ha dichiarato: “Grazie a questa collaborazione siamo riusciti concretamente a riqualificare il territorio di Largo Agosta in tempi più rapidi. Non solo, il nostro obiettivo ,come Amministrazione. è sempre stato quello di costruire una comunità consapevole. Questa iniziativa ne è l’emblema: un lavoro sinergico fa nuove e vecchie generazioni per un fine comune. Continueremo a sostenere e finanziare questi progetti ecosostenibili che responsabilizzano e gratificano le persone, oltre a fare bene a tutta la nostra città, creando appunto una comunità solidale”.