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Nordio: pene certe contro l’insicurezza

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Nordio: pene certe contro l’insicurezza –

La gente, quella che tra poco voterà, teme più l’insicurezza che la corruzione. Lo ricorda oggi sul Messaggero l’ex magistrato Carlo Nordio. Su questo tema, dice Nordio, si gioca il risultato delle prossime elezioni.

CARLO NORDIO

CARLO NORDIO

Nell’editoriale, Nordio fa “due modeste considerazioni. La prima riguarda la differenza tra i reati cosiddetti di microcriminalità – furti, violazioni di domicilio, ecc. – che impauriscono i cittadini, e quelli dei cosiddetti colletti bianchi, che ne suscitano la rabbia e l`indignazione. Qui l`equivoco nasce dalla confusione tra l`allarme sociale, provocato dai primi, e il danno sociale cagionato dai secondi”.

La corruzione e l`evasione tributaria, sostiene Nordio, “producono conseguenze note a tutti: l`aumento dei costi, l`alterazione della libera concorrenza, il depauperamento delle risorse collettive e, di riflesso, un aumento dell`imposizione fiscale. In questo senso provocano un “danno sociale” elevatissimo, certamente più alto dei reati contro il patrimonio”.

Tuttavia, osserva Nordio, “questi ultimi, proprio perché incidono direttamente sulla pelle dei singoli, e ne distruggono l`esistenza, provocano un “allarme sociale” molto più grande dei primi”.
(…)

La seconda considerazione che fa Nordio, “riguarda la legittima
difesa. (…) Il sistema va cambiato, perché oggi chi si difenda in casa
propria contro l`aggressore deve poi difendersi anche in tribunale da
un`accusa spesso ingiustificata. Questo dipende da un codice penale
di origine fascista – firmato nel 1930 da Mussolini – che, malgrado alcuni ritocchi, continua a considerare la persona come un suddito, e non come un cittadino, dimenticando che se quest`ultimo viene aggredito, il primo inadempiente è proprio lo Stato che non ha saputo
proteggerlo”. (…).

Non si può ovviamente passare al far west. Per Nordio, però, “se i  cittadini hanno paura, è ozioso distinguere tra quella vera e quella
reale. (…) In questa prospettiva, è il nostro intero sistema penale a dover essere cambiato. Per esempio rendendo le pene non più gravi ma più certe, perché nulla scredita le istituzioni quanto il vano gridare a vuoto”. (…).

Il testo integrale dell’intervento di Nordio potete leggerlo sul Messaggero di oggi, nell’edizione di carta o in quella digitale.

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