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Novi: da due anni canili in clima terrore, per Campidoglio no problemi

Roma – Contratti non rispettati, adozioni fantasma, carenza di operatori, cani che non escono mai dalle proprie gabbie. È la denuncia della situazione dei canili comunali e in convenzione di Roma Capitale contenuta in un dossier presentato oggi in commissione Trasparenza – presieduta da Marco Palumbo (Pd) e convocata su richiesta delle opposizioni – a firma di Simona Novi, ex presidente dell’Associazione volontari canile di Porta Portese, precedente gestore delle strutture, che ha rappresentato il “clima di terrore” che da due anni, in seguito al nuovo bando dell’amministrazione M5S, sarebbe presente a Muratella e a Marconi.

IL DOSSIER: “CANI SEMPRE IN GABBIA, CIBI INADEGUATI E MANCANO OPERATORI” – Come ha spiegato Novi “abbiamo elaborato un dossier di 50 pagine che rappresenta la punta dell’iceberg del clima di terrore che da due anni permea le strutture comunali. Una volontaria e’ stata allontanata perche’ forse avrebbe scattato foto, ci sono state lettere di contestazione a volontarie per lo stesso motivo, c’e’ stata una riunione pubblica mesi fa a Muratella in cui la dottoressa Matassa ha detto che e’ ‘molto grave’ che un socio volontario metta like su post critici nei confronti della gestione dei canili. Questo e’ rappresentativo del clima nelle strutture comunali che impedisce ai volontari di sottolineare cio’ che non funziona.

E noi siamo qui proprio per dare una vista diversa alla vita di tutti i giorni nelle strutture ed evidenziare i mancati controlli delle strutture del dipartimento”. Per Novi “ci sono incongruenze sui numeri forniti, a partire da due cani presi recentemente dal canile del cinodromo e pubblicizzati come adozioni, ma invece sono stati ripresi a distanza di un anno dallo stesso cittadino che li aveva lasciati al canile come e’ prerogativa per un proprietario con particolari problemi: si chiama Adp, a disposizione del proprietario, e prevede il pagamento di una diaria di 5 euro al giorno, quindi oltre 3mila euro, cosa che non e’ stata effettuata”. Inoltre “nella gara che l’attuale amministrazione ha voluto aggiudicare c’era una clausola sociale ben precisa che non e’ stata rispettata. A oggi solo 18 delle 35 persone che andavano assorbite sono state attualmente contrattualizzate come da bando: sono presenti 33 operatori e solo il 70% a tempo indeterminato, non 40 e 90% come dichiara la dottoressa Matassa”.

E ancora: “La gara vietava che un volontario sostituisse gli operatori ma anche questo non rispettato, e anche gli orari di apertura sono inferiori a quelli previsti. Anche la sgambatura, che prevede 40 minuti al giorno fuori dalla gabbia, e invece i cani non escono mai: per farlo servirebbero 10 lavoratori in piu’ a Marconi e 38 a Muratella. Un cane cardiopatico di 15 anni e’ morto sbranato da altri animali perche’ lasciato senza supervisione degli operatori. Come se non bastasse l’amministrazione paga per piu’ cani di quelli presenti, i veterinari non sono presenti per gli orari in cui dovrebbero essere in servizio secondo il bando e addirittura il direttore sanitario di Muratella e’ il proprietario della clinica veterinaria a cui si rivolge il canile”.

In tutto questo, ha concluso Novi, “vengono serviti cibi non adatti presi dagli avanzi delle mense scolastiche e di discount che causano diarrea e giardia, ci sono casi di pasta al sugo con le olive mischiata a crocchette che hanno provocato malattie e disagi agli animali”.