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Oggi alle 10 manifestazione del pescatori del Lazio

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Oggi alle 10 manifestazione del pescatori del Lazio e delle marinerie di altre regioni davanti a Montecitorio per protestare contro vari adempimenti introdotti dal Regolamento comunitario sui Controlli (Reg. CE n. 1224/2009), come ad esempio la licenza a punti entrata in vigore nel 2012. Una questione a cui si assomma l’aumento del costo del carburante, con l’Iva salita al 21%. Per appoggiare la vertenza, da ieri anche la flottiglia peschereccia di Anzio è in sciopero. Le 31 paranze delle cooperative «Fanciulla d’Anzio» e «La Concordia» anche oggi non hanno effettuato la giornaliera battuta di pesca e rimarranno in porto fino a giovedì, quando è previsto l’incontro ufficiale fra il ministro delle Politiche agricole e le rappresentanze di categoria. «Stiamo lavorando a livello sindacale e istituzionale – dice Claudio Brinati di Federcoopesca Confcooperative – in attesa degli esiti del ricorso presentato due anni fa al Tribunale di I grado delle Comunità europee contro questo regolamento. Ci siamo mossi per tempo, conoscendo i lunghi iter comunitari, per cercare di porre rimedio ad un regolamento che avrebbe inciso negativamente sulla attività di imprese e lavoratori. Gli stessi pescatori avevano un pò rimosso la questione, ma ormai è arrivata la scadenza del 2012 e il regolamento, se non verrà accettato il ricorso, entrerà in vigore». Secondo Federcopesca, Agci Agrital e Lega pesca sono sette le motivazioni di contestazione, relative soprattutto a eccessivi oneri burocratici e sanzioni sproporzionate rispetto alle infrazioni. Il regolamento Ue viene definito «difficilmente applicabile e limitativo per la libertà di impresa».

«Saremo a Roma oggi per protestare contro una situazione inaccettabile per le nostre imprese e chiederemo un incontro con governo e Parlamento». Lo afferma all’ANSA, Francesco Caldaroni, presidente degli armatori Marinerie d’Italia, secondo il quale centinaia di pullman stanno partendo in queste ore da tutta Italia per la manifestazione di domani a Montecitorio. «Faremo sentire la nostra voce – aggiunge – contro il caro gasolio ma anche contro alcune delle nuove normative europee che impongono alla categoria criteri sempre più difficili e onerosi da rispettare, come la licenza a punti e la tracciabilità del prodotto». «Consumiamo 1.500 litri al giorno di gasolio e con il prezzo a 0,74 al litro non riusciamo più ad andare avanti» dice ancora Calderoni spiegando di non aver voluto aspettare la riunione indetta dalle associazioni il 28 a Civitanova Marche convinto che «è domani a Roma che si decideranno le sorti del settore e a quel punto, a giochi fatti, qualsiasi protesta sarebbe inutile».

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