Opera, mozione bipartisan: ripensare teatro, sia funzione pubblica

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Roma – Ripensare il metodo di valutazione delle Fondazioni, chiudere “al piu’ presto” il ciclo della legge Bray e riformare il welfare di settore “assolutamente inadeguato” alla realta’ dei lavoratori dello spettacolo. Una mozione trasversale, dai Cinque stelle alla Lega passando per Sinistra italiana, chiede alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, di portare all’attenzione del ministero dei Beni culturali il ruolo del Teatro dell’Opera di Roma. Il testo porta la prima firma della pentastellata Eleonora Guadagno, che oggi in commissione Cultura, che presiede, ha spiegato le ragioni della mozione dopo aver ascoltato lo sfogo dei lavoratori del Costanzi, costretti da 4 settimane di Fis e da una programmazione per l’estate ancora incerta nonostante ormai ci sia una data di riapertura delle attivita’, il 15 giugno.

“La mozione parte dall’idea di usare questa crisi dovuta al Covid-19 come riflessione sul Teatro dell’Opera e gli enti lirici. Vorremmo che il Teatro fosse gestito in modo diverso, senza considerare in maniera semplicistica il paradigma dei numeri- ha detto la consigliera- Tanto piu’ che adesso ci sara’ anche il problema dei cittadini di poter accedere all’offerta culturale del Teatro. Ma noi crediamo che il diritto di accesso alla cultura sia per tutti, perche’ l’offerta culturale deve essere considerata come servizio pubblico essenziale”.

Il Teatro dell’Opera per Guadagno “deve avere una funzione pubblica”, tanto piu’ che “Roma Capitale, Regione e Stato danno al Costanzi gran parte delle risorse che servono al suo sostentamento. È un servizio che pagano tutti, ma sono pochi a poterne usufruire”. E allora la mozione, che tra l’altro arriva poco dopo la conferma del sovrintendente Carlo Fuortes da parte della sindaca Raggi, chiede di “promuovere una programmazione che preveda la possibilita’ di incrementare l’offerta culturale di qualita’ degli spazi pubblici distribuiti su tutto il territorio di Roma Capitale, con particolare attenzione alle aree piu’ periferiche e disagiate, considerando la funzione pubblica che svolge il Teatro, riconosciuta in via diretta attraverso il finanziamento”.

Infine, sul versante della tutela dei lavoratori, i consiglieri bipartisan chiedono “una piu’ incisiva politica di difesa delle espressioni artistiche e professionali, con una particolare attenzione ai corpi di ballo”, e poi “in sicurezza” “riavviare al piu’ presto tutto il comparto prevedendo quindi di bloccare l’uso del Fis e riattivando il lavoro degli artisti e degli amministrativi”.

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