Ospedale Vannini, reparto medicina urgenza per Covid-19

Roma – “L’ospedale ha attivato circa 60 posti letto dedicati a pazienti risultati positivi e ha riconvertito a Covid tutto il reparto di Medicina d’Urgenza, dove attualmente sono ricoverati 12 pazienti”. Cosi’ all’agenzia Dire Pietro Lentini, dirigente medico del reparto di Medicina d’urgenza dell’ospedale Vannini di Roma, entrato nella rete regionale di riferimento nel contrasto al Covid-19.

“In merito alla tipologia dei pazienti ricoverati per Coronavirus- ha proseguito il dirigente del Vannini- quelli che si trovano in condizioni piu’ critiche sono per lo piu’ anziani con altre patologie, che necessitano di piu’ attenzione, anche se abbiamo anche alcuni pazienti sulla cinquantina”. Lentini ha quindi sottolineando come si tratti di pazienti “molto diversi rispetto a quelli cui eravamo abituati, ma il vantaggio che abbiamo, in termini di esperienza acquisita nel tempo in medicina d’urgenza, e’ quello di conoscere molto bene le tecniche di ventilazione non invasiva, effettuata nei letti di subintensiva attrezzati per il monitoraggio multiparametrico”.

Ma il personale sanitario dell’ospedale era preparato ad affrontare questa nuova sfida? Vi siete confrontati con chi, prima di voi, ha avuto a che fare con questa tipologia di pazienti? “Di fatto abbiamo fatto delle riunioni, ma e’ una patologia comunque misteriosa per molti, quasi per tutti, persino per i virologi- ha risposto il professor Lentini- Quello che cerchiamo di fare e’ di sopperire agli effetti che questa patologia determina. Per quanto riguarda la cura vera e propria, il problema e’ maggiore: usiamo dei farmaci che sembra possano essere utili, ma sempre di supporto e prevenzione”.

Tra i farmaci utilizzati, ha fatto sapere il dirigente del Vannini, ci sono “alcuni tipi di antibiotici, come l’azitromicina, o antitrombotici, come le eparine a basso peso molecolare, o ancora farmaci come l’idrossiclorichina, che sembra svolgano un effetto favorevole”. Quanto agli antivirali, ancora “ne utilizziamo pochi, ma sicuramente possono trovare anche loro uno spazio”.

Per i pazienti con Covid-19 o sospetto, intanto, nella struttura e’ stato creato un percorso “ben distinto” per l’accesso al pronto soccorso. “Se arriva da noi un paziente con una febbre- ha sottolineato Lentini- segue ovviamente un percorso completamente diverso rispetto a chi si presenta con un dolore toracico o altro”.

Nonostante questo, il dirigente del Vannini fa sapere che “in questo momento tra i cittadini c’e’ un po’ di confusione e spaesamento, poiche’ alcune raccomandazioni fanno si’ che molti pazienti si tengano lontani dagli ospedali, anche quando in realta’ ne avrebbero bisogno. È ormai noto che il Vannini ha messo a disposizione dei letti Covid, ma in ogni caso vengono assicurate le prestazioni sanitarie in ambito multi specialistico. Perche’ se e’ vero che alcuni reparti, come la cardiologia o la chirurgia ortopedica, hanno modificato un po’ la loro organizzazione interna, cosi’ come sono stati ridotti alcuni posti letto e chiusi gli ambulatori, come accaduto ovunque, e’ anche vero che tutta l’attivita’ dell’ospedale va comunque avanti”. I letti Covid per il Vannini sono insomma “un tentativo di rispondere alle grandi difficolta’ imposte dall’attuale emergenza sanitaria”, ha concluso Lentini.