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Ostia, giardino di via Aristide Carabelli intitolato intitolato alla memoria di Alberto Giaquinto. Polemiche e tensioni

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Intitolato alla memoria di Alberto Giaquinto, ucciso il 10 gennaio 1979 da un poliziotto in borghese durante una manifestazione a un anno dalla strage di Acca Larentia, il giardino di via Aristide Carabelli, ad Ostia. «Dopo l’omaggio a Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta e Stefano Recchioni, l’Amministrazione capitolina, su impulso di una nostra mozione approvata in Aula Giulio Cesare, ricorda oggi il sacrificio di Alberto Giaquinto, ucciso a soli 17 anni mentre manifestava per chiedere verità e giustizia sulla strage di Acca Larentia – hanno dichiarato i presidenti delle Commissioni Ambiente e Cultura di Roma Capitale, Andrea De Priamo e Federico Mollicone (Pdl), presenti alla cerimonia – Le istituzioni e la società hanno il dovere di celebrare tutti quei giovani martiri italiani, caduti per mano della violenza politica negli anni Settanta, per chiudere definitivamente una delle pagine più dolorose della storia nazionale e costruire una memoria condivisa» L’intitolazione ha suscitato anche qualche polemica. In particolare, Giancarlo Torricelli, Coordinatore Sel Roma Area Metropolitana, e Sandro Lorenzatti, coordinatore Sel XIII Municipio hanno inviato una lettera al Presidente del XIII Vizzani «per conoscere i criteri, politici e civici, che hanno condotto a questa decisione». «Se il criterio – sottolineano – è quello di ricordare giovani ammazzati dalla violenza politica di quegli anni allora si dovranno ricordare le memorie di tutti, affinchè i cittadini passando in una certa via o in un certo parco sappiano chi erano tutti questi giovani e chi li ha ammazzati». Alla cerimonia c’è stato anche qualche momento di tensione, quando alcuni giovani del Prc e dei collettivi antifascisti si sono avvicinati per protestare contro l’intitolazione del giardino a Giaquinto e sono stati allontanati. «Un’aggressione», secondo quanto afferma in una nota il Prc di Ostia che chiama in causa «i militanti di CasaPound Italia del litorale» e stigmatizza come «vergognoso l’atteggiamento degli ispettori e dirigenti delle forze armate, che invece di procedere nei confronti degli aggressori, hanno identificato gli aggrediti per poi allontanarli». Secca la replica di Cpi, che parla «invenzioni di partiti e collettivi antifascisti», che hanno «messo in scena una manifestazione non autorizzata con tanto di bandiere e striscioni» e «sono stati allontanati dai cittadini presenti alla cerimonia in quanto erano lì per provocare e per contestare, come avevano annunciato in un comunicato stampa di ieri, l’intitolazione del parco ad Alberto». D’altra parte, sottolinea CasaPound, «Giaquinto non è vittima della violenza politica come scritto sulla targa del parco, ma dell’odio antifascista che si è manifestato oggi», come lo scorso 7 gennaio, quando, durante la manifestazione contro il ricordo della strage di Acca Larenzia «sono stati intonati cori e comparse scritte vergognose come ’10, 100, 1000 Acca Larenzià». Un invito al Prc a stemperare i toni arriva da Samuele Piccolo, Vicepresidente dell’Assemblea capitolina: «Negare il ricordo dell’eccidio di Acca Larentia come contestare l’intitolazione di un giardino ad Alberto Giaquinto è non voler ricordare episodi tristissimi che hanno causato vittime e lutti in tante famiglie di semplici e onesti lavoratori».

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