Ostia – Picca: Raggi e Zingaretti hanno dimenticato l’Idroscalo

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    Ostia – Picca: Raggi e Zingaretti hanno dimenticato l’Idroscalo –

    Intervista a Monica Picca (nella foto), capogruppo della Lega nel X Municipio –

    Il maltempo di questi giorni sta flagellando il litorale. Lei ha fatto un sopralluogo denunciando la situazione e attaccando l’amministrazione capitolina e regionale. Perché?

    Sono 7 anni che Zingaretti guida la Regione Lazio e non ha mai fatto alcuna manutenzione alla scogliera ricostruita sotto la Giunta Polverini a protezione dell’abitato dell’Idroscalo. Il Comune invece non ha mai dato attuazione all’ordinanza di Protezione Civile del 2010 che prevedeva opere di difesa a fiume con palancole per la messa in sicurezza di 500 famiglie, ma soprattutto ha distolto i fondi destinati a Via dell’Idroscalo su una sedicente pista ciclabile transitoria sul Lungomare. La cosa è particolarmente grave perché stiamo parlando di una strada in manutenzione al Comune e unica via di fuga del piano di protezione civile.

    La maggioranza pentestellata le contesta che fu proprio una giunta di centrodestra nel 2010 ad operare all’Idroscalo ‘manu militari’ con ordinanza di Protezione Civile.

    Personalmente non ne condivisi il metodo tant’è che approvammo in Municipio poco tempo dopo il “Regolamento di Partecipazione dei Cittadini alla Trasformazione Urbana” la “Progettazione Partecipata” sul “Programma degli Interventi per la Riqualificazione di Ostia e del Lungomare”. Grazie a quel documento gli abitanti dell’Idroscalo ottennero un tavolo di confronto con l’Amministrazione capitolina e tutti gli enti competenti, la cosiddetta “cabina di regia”, che venne immediatamente smantellata dall’ex Assessore all’Urbanistica, Giovanni Caudo, sotto il Sindaco Marino, e mai riproposta, nonostante le promesse, dal M5S. Evidentemente per la sinistra e per i grillini la parola partecipazione è solo uno slogan. Come la parola legalità: come ho denunciato più volte, nonostante un’ordinanza sindacale del 2010 vietasse di concedere nuove residenze all’Idroscalo, l’amministrazione municipale pentastellata ha continuato a rilasciarle, per poi lamentarsi dell’aumento del numero di abitanti alla foce. I problemi delle periferie, che sono complessi e delicati, non si risolvono né con le passerelle legalitarie e fintamente umanitarie né  ‘manu militari’.

    Che cosa è cambiato quindi per l’Idroscalo con questa nuova amministrazione a 5S?

    Le cose sono solo peggiorate. In questi quasi 5 anni di amministrazione Raggi gli abitanti dell’Idroscalo e dell’intero Municipio X assistono a scelte calate dall’alto. L’unico incontro che hanno avuto è stato un tavolo tecnico a porte chiuse il 10 gennaio scorso, nonostante l’allarme Covid19 ancora non ci fosse. Ai consiglieri è stato impedito di partecipare e da 11 mesi chiedo di avere il verbale che non mi è stato ancora fornito. Ho solo ottenuto a settembre un consiglio straordinario per chiedere che fine avessero fatto gli impegni presi dall’amministrazione municipale a quel tavolo tecnico. La Presidente Giuliana Di Pillo e il Vice Presidente Alessandro Ieva avevano promesso agli abitanti dell’Idroscalo, alla presenza dei dipartimenti della Regione e del Comune, del capo di gabinetto della Sindaca, della Protezione Civile, della Polizia Municipale e degli enti competenti per l’area, di coordinare i lavori della messa in sicurezza dell’abitato. Nulla è stato fatto. Cinquecento famiglie sono abbandonate a se stesse per negligenza, inerzia e incapacità e per questo la Sindaca è stata fortemente contestata a novembre dell’anno scorso. L’unico risposta che hanno ricevuto è stato un comunicato stampa trionfalistico di una sedicente proposta, non progetto sia chiaro, di edilizia sociale al MEF che, se mai passerà le verifiche contabili e tecniche, si realizzerà fra 10 anni e comunque non potrà accogliere tutti gli abitanti dell’Idroscalo.

    Secondo lei perché non si vuole risolvere il problema dell’Idroscalo?

    Il problema delle mareggiate è risolvibile, così come quello della protezione dal Tevere o gli allagamenti, ma non c’è volontà politica. Evidentemente ci sono altri interessi, i soliti, spesso poco chiari e ampiamente documentati in questi anni e che hanno valso al nostro Municipio una grande ferita in termini di immagine e di ricadute economiche per il nostro territorio. L’Idroscalo è un tassello fondamentale per i progetti del raddoppio del Porto di Roma e di quelli della navigabilità del Tevere.

    In quell’area c’è anche il Porto di Roma, al centro, anche lì di vicende giudiziarie. Quale futuro per quell’area?

    Sappiamo che la concessione del Porto della Capitale è in scadenza e nei corridoi ben informati si vocifera che il Comune si riprenderà la concessione dopo l’amministrazione controllata da parte del Tribunale per le note vicende di bancarotta fraudolenta e ripresenterà il progetto del suo raddoppio, che significa per loro la cancellazione dell’Idroscalo di Ostia. Sarebbe l’ennesima scelta calata dall’alto, non partecipata. Il territorio ha presentato più volte progetti di riqualificazione di quell’area, progetti importanti e innovativi, che consentirebbero di dare lavoro a tante persone, di dare loro un riscatto sociale, di far ripartire l’economia del mare di Roma, progetti che avrebbero potuto essere finanziati dall’Europa e diventare un fiore all’occhiello per la Capitale, una vera riqualificazione sociale ed economica partecipata.

    Il governo però nel Recovery Plan dice di aver inserito provvedimenti per la Capitale. E’ così?

    In un momento di emergenza sanitaria ed economica nazionale, i pentastellati, a qualunque livello di governo, si preoccupano di presentare all’Europa attraverso il Recovery Plan, progetti per la Capitale che ineriscono solo ad una visione turistico/ludica della città, come se Roma fosse solo un museo a cielo aperto. Il fallimento di questa visione delle città storiche l’abbiamo visto con la pandemia da Covid19. Loro riescono solo a proporre piste ciclabili da passeggio, funivie, battelli turistici, monopattini, ruota panoramica. Sono tutte proposte interessanti, per carità, ma forse non sono la priorità dei cittadini romani, visto che non incidono nemmeno sul miglioramento della qualità dei loro spostamenti.

    D.P.

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