Parisi: frammentazione regionale ha creato confusione istituzionale

Roma – “La situazione sociale ed economica nella quale versa il Paese e la nostra regione non consente celebrazioni retoriche. Siamo stati travolti dalla pandemia nel momento di massima debolezza economica, politica e istituzionale. Oggi e’ necessario ricostruire il Paese su basi completamente nuove”. Cosi’ Stefano Parisi, promotore di Ricostruire, durante la seduta dedicata al cinquantesimo anniversario dal primo Consiglio regionale del Lazio.

“La frammentazione regionale- prosegue- non ha portato quell’efficienza e quella valorizzazione del territorio che i padri costituenti immaginavano. Il divario tra le diverse aree del Paese e’ aumentato. All’autonomia non e’ corrisposto un adeguato livello di responsabilita’, innanzitutto fiscale, nei livelli regionali di Governo. La riforma del Titolo V della costituzione, che ha modificato in modo profondo il rapporto tra Stato centrale e Regioni, non e’ avvenuta a seguito di un processo consapevole di evoluzione del nostro ordinamento, ma esclusivamente a causa di un maldestro, e fallito, tentativo da parte della sinistra di assorbire le tensioni autonomistiche provenienti dal Nord. Ne e’ uscito un quadro di enorme confusione istituzionale”.

“Oggi e’ il momento di guardare in faccia alla realta’- sottolinea Parisi- partendo dal Consiglio regionale e dalla sua funzione legislativa. In un Paese che soffre per un’enorme e confusa produzione legislativa, 20 assemblee legislative regionali che operano in ambiti spesso sovrapposti e concorrenti con lo Stato generano ulteriore incertezza e confusione. Avviamo da subito una fase di semplificazione: sfoltire le norme e fare pochi e chiari testi unici sui grandi temi di competenza regionale. Abroghiamo tutto il resto”.

“Abbiamo bisogno di una nuova cultura del risultato e della responsabilita’. Il punto di arrivo non e’ approvare una legge o il bilancio. Quello e’ un punto di partenza. È obbligatorio guardare agli effetti che questa legge ha sulle nostre comunita’. E’ questa la funzione di controllo che il Consiglio regionale dovrebbe svolgere. Rivendichiamo maggiore autonomia fiscale, alleggeriamo le ipertrofiche funzioni regionali, semplifichiamo e riduciamo le norme, guardiamo ai risultati. La Regione Lazio- conclude Parisi- puo’ diventare l’esempio per il Paese, per il ruolo di Roma lo dobbiamo all’Italia”.