Patanè: Pd-Calenda gufi su Metro C? Diario faccia di bronzo

Roma – “Ci vuole solo la faccia di bronzo di alcuni esponenti del M5S, come Angelo Diario, per dare dei gufi agli esponenti del Pd e a Carlo Calenda, parlando delle talpe della Metro C, ferme 8 mesi e riattivate soltanto grazie all’intervento del ministero”. Cosi’ su Facebook il consigliere regionale PD, Eugenio Patane’.

“Il problema delle talpe era gia’ noto almeno dal gennaio 2018- spiega Patane’- La fine della tratta finanziata cadeva esattamente nell’intervallo di gallerie tra stazione Fori Imperiali e stazione Venezia, sotto al Foro di Traiano. Oltre non c’era un metro finanziato.”

“Si sapeva che una volta giunte li’, per questo motivo, avrebbero dovuto essere sepolte e per evitarlo serviva almeno una variante al progetto esecutivo, che permettesse di allungare la tratta in costruzione dei circa 190 metri che mancavano per arrivare sotto lo scatolare della futura stazione Venezia”.

“La Giunta Raggi invece decide di fare quello che le riesce meglio: nulla, come fatto per 4 anni. Le talpe arrivano prima una e poi l’altra sotto al Foro di Traiano tra ottobre e novembre 2019, cosi’ il 14 novembre 2019 Metro C annuncia la cementazione delle stesse.”

“Tombamento dunque scontato, confermato anche da alcune dichiarazioni di esponenti del M55 come Stefa’no – evidentemente gufo anche lui – e non solo come dice Diario dai gufi del Pd, e scongiurato soltanto dall’intervento del ministero che, con delibera del 20 dicembre, sblocca 10 milioni per coprire i 190 metri di scavo meccanizzato che mancano per arrivare a Piazza Venezia”, continua Patane’.

“A questo punto manca solo l’autorizzazione di Roma Capitale che arriva con delibera del 3 giugno, per lavori che riprenderanno il 23 luglio: talpe dunque ferme 8 mesi”.

“Il vero scandalo e’ che Roma Capitale non si sia attrezzata per tempo per richiedere il finanziamento dell’intera tratta T2, facendo rientrare quei 190 metri in un progetto piu’ complessivo.”

“Si e’ scelta la strada piu’ semplice perche’ dopo 4 anni di nulla era l’unico modo di salvare le talpe e lo scavo meccanizzato- conclude Patane’- Tutto questo, oltre ad aumentare i costi dell’opera, ha messo anche in difficolta’ diverse imprese comportando la cassa integrazione per centinaia di edili. Invece di parlare a vanvera qualcuno farebbe meglio a vergognarsi”.