Patané: ‘Tanto tuonò che piovve’, dimissioni Cda Ama non sono fulmine a ciel sereno

Roma – “Tanto tuonò che piovve”: questo il commento di Eugenio Patané, Consigliere regionale del Pd e componente della Commissione Agricoltura e Ambiente alla Pisana, sulle dimissioni odierne del Cda di Ama.

“Non possiamo certo dire – spiega Patané – che le dimissioni in blocco del Cda di Ama siano un fulmine a ciel sereno. Nel corso delle audizioni in Consiglio regionale, riguardanti l’indagine conoscitiva sulla situazione della municipalizzata romana, avevamo avuto modo di sottolineare la moltitudine di contraddizioni emerse e di denunciare l’oscurità di tutta la vicenda. Un alone di mistero aggravato dall’assenza della Sindaca Raggi che, nonostante le ripetute convocazioni, non si è mai degnata di presenziare in commissione”.

“Proprio nei giorni scorsi – aggiunge Patané – abbiamo presentato un dossier di 21 pagine per emendare la prima relazione della commissione d’indagine regionale sui rifiuti e inviare in Corte dei Conti tutte le audizioni, nel corso delle quali è emersa non soltanto una diversa ricostruzione dei fatti, ma sono venuti alla luce anche una serie di atti che potrebbero risultare illegittimi. Il tema è sempre quello dei 18 milioni di euro di vecchi crediti relativi ai servizi cimiteriali contesi tra il Campidoglio e la sua controllata. Una somma che ha gettato nel caos un’intera partecipata: da quel momento, infatti, è partita una bagarre tra chi li considera crediti certi, liquidi ed esigibili e tra chi sostiene che al contrario siano da ascrivere ai debiti, a costo di avere il bilancio in passivo”.

“Da qui lo stallo sull’approvazione, il parere prima positivo poi negativo del collegio sindacale, quello positivo dei revisori contabili, la guerra a colpi di pareri richiesti dalle parti agli studi legali, l’esposto in Procura dell’ex amministratore delegato di Ama, Lorenzo Bagnacani, e un’indagine aperta da parte della Corte dei Conti per danno erariale sull’intera operazione. Quanto accaduto oggi, dunque – conclude Patané – non può che essere la logica conseguenza di una vicenda che si fa via via più oscura e inquietante”.