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Pd, Alemanni: Calenda deve rispettare chi da anni si impegna per città

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Roma – “Caro Carlo Calenda, con ogni probabilita’ non ti ricordi di me. Ho profondo rispetto per te e ho avuto modo di dirtelo nell’unica conversazione a due che abbiamo avuto, quasi un paio di anni fa. È stata una chiacchierata interessante e seria. Abbiamo parlato di Roma. Avevamo idee diverse e alla fine, con lealta’, ne abbiamo convenuto. La mia idea pero’ e’ rimasta la stessa, mentre la tua e’ profondamente cambiata”. E’ quanto scrive in un post su facebook il presidente del Pd Lazio Andrea Alemanni.

“Ed e’ per questo che ti scrivo- afferma Alemanni- Ci sono decine, centinaia, di bravissimi amministratori che hanno iniziato nel loro piccolo comune, nelle loro municipalita’, facendosi votare direttamente dai cittadini con le preferenze. Ed e’ una cosa molto diversa rispetto alla tripla preferenza nei collegi delle europee, andando in televisione e sui giornali ogni giorno.”

“Credimi sulla parola. Un percorso lungo e difficile per avere ruoli che non garantiscono alcuna prebenda. Fare politica in questo modo vuol dire molte cose. Vuol dire alzarsi ogni mattina con decine di messaggi per le istanze piu’ diverse, dalla viabilita’ alla mensa scolastica all’attivita’ commerciale.”

“Vuol dire uscire di casa e incontrare per strada quelle stesse persone. Vuol dire impiegare ogni giorno per progettare affrontare e risolvere questi problemi. E nel frattempo lavorare, provare a pagarsi un mutuo.2

“Vuol dire fare politica al massimo livello di esposizione (che non e’ quello de La7, ma quello della strada) e allo stesso tempo al minimo livello di retribuzione. Vuol dire fare politica ed insieme studiare, avere un lavoro o cercarlo e fare i conti ogni mese con le bollette. Ti porto la mia esperienza. Io vengo eletto da 13 anni dai cittadini. Negli anni qualche migliaio di preferenze”.

E ancora sempre dal post su facebook di Andrea Alemanni, “13 anni che vedo, vivo e affronto la macchina della Capitale. Ogni volta ho preso qualche voto in piu’ della volta precedente. Segno che forse non lo sto facendo malissimo quel lavoro. Eppure se mi chiedessero domani di fare il Sindaco risponderei: non penso di essere all’altezza.”

“Dopo 13 anni se invece mi chiedessero di fare l’assessore a Roma direi che mi sento perfettamente in grado. Ma se me lo avessero chiesto anche solo 6-7 anni fa avrei detto: ancora no. Perche’ penso sia giusto cosi’. Le cose si costruiscono. Si approfondiscono. Si lavora per meritarsele. E quando la strada che devi fare e’ la piu’ lunga e non prevede scorciatoie allora fai l’unica cosa che serve: impari.”

“Abbiamo sempre vinto i congressi? No. Abbiamo sempre vinto le primarie? No. Abbiamo mai ricevuto scorrettezze all’interno del nostro partito? Si’, certamente. Ma siamo qui a batterci ogni giorno perche’ una comunita’ veramente democratica e’ anche questo. Questa e’ la mia storia e la storia di centinaia di amministratori del Partito Democratico, che non meritano quello che scrivi.”

“Se hai veramente l’ambizione, meravigliosa per come la vedo io, di diventare il primo cittadino della Capitale d’Italia porta il giusto rispetto per chi ogni giorno si impegna. E lo fa credendo in un partito e in un modo di fare politica che forse rende piu’ lente le ambizioni personali, ma che garantisce a questa citta’ e a questo paese una scuola di amministratori capaci e onesti. Anche a Roma.”

“Da questa scuola viene Nicola Zingaretti, il miglior amministratore d’Italia. Oggi il Lazio e’ la Regione modello d’Italia per gestione, piano vaccinazioni e progetti presentati per il Recovery. Presente e futuro. Tutti i migliori sindaci di Roma sono stati del Partito Democratico o della sua storia. Tutti. Almeno a loro, se non vuoi farlo con noi, porta rispetto. Con rispetto, il mio, ma con fatica”.

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