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Pecore a Roma: a Circo Massimo possono bastarne 50 o 60

Parla Anna Innocenzi, un'esperta dell'azienda agricola La Caffarella Riccioni. "Al Circo Massimo, che sono circa 7 ettari, 50 o 60 pecore dovrebbero bastare per tenere sotto controllo la crescita dell'erba. Le pecore pascolano ogni giorno, quindi il loro effetto si moltiplica.

Roma –  Parla Anna Innocenzi, un’esperta dell’azienda agricola La Caffarella Riccioni. “Al Circo Massimo, che sono circa 7 ettari, 50 o 60 pecore dovrebbero bastare per tenere sotto controllo la crescita dell’erba. Le pecore pascolano ogni giorno, quindi il loro effetto si moltiplica. Cinquanta pecore in due giorni brucano per 100, in tre giorni per 150 perché l’erba non ha il tempo di riscrescere”.

Per la signora Innocenzi non c’è dubbio: “E’ una cosa fattibile. Alla Caffarella funziona. Noi con l’Ente Parco abbiamo stabilito delle aree verdi agricole dove far pascolare le pecore. Io ho un ovile dove tenerle durante la notte- spiega- e poi serve un pastore che le controlli”.

Non si può improvvisare nulla perché ogni pecora per legge “deve avere un determinato quantitativo di terreno per pascolare”. E a proposito di eventuali rischi per i cittadini aggiunge: “Le pecore non si lasciano avvicinare da nessuno. Brucano e non fanno danni al terreno come nessun altro animale erbivoro”.

Rischi per l’igiene? La presenza di zecche? “Per il discorso sanitario c’è una prassi della Asl,- spiega l’allevatrice-. Ogni pecora ha un numero identificativo, esiste un registro di stalla e ogni capo deve fare una profilassi sanitaria. Tutte le mie pecore hanno il bolo o il microchip e sono identificabili. Ciò significa che se la Asl dice che questo è un pascolo e ci possono stare delle pecore, queste sono sane e non c’è alcun rischio di malattie”, conclude.