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Pelonzi-Fassina: Canili senza vigilanza

"Che fine ha fatto il servizio pubblico dei canili comunali di Roma?"

Roma – Giulio Pelonzi, capogruppo Pd in Assemblea capitolina e Stefano Fassina, consigliere comunale di LeU, hanno rilasciato alcune dichiarazioni.

“Ennesimo cane aggredito a Muratella: nel giro di un mese e’ già il terzo a finire in gravi condizioni in clinica. In questo caso l’aggressione e’ avvenuta di mattina, senza che nessuno se ne accorgesse ed il cane, anziano e preadottato, doveva uscire dal canile giovedì 7 giugno. Sabato 2 giugno, invece, due volontarie esperte sono state morse da un cane all’interno del canile rifugio Ponte Marconi, privo della figura dell’educatore. Che fine ha fatto il servizio pubblico dei canili comunali di Roma?”

“E perché il dipartimento Ambiente non sta vigilando?. E’ lungo l’elenco delle attività non compliant con il testo delle gare comunali che i cittadini stanno denunciando da mesi. Senza essere ascoltati. Pasta condita con sugo di olive (avanzi delle mense) mischiata a crocchette ed offerta come alimentazione ai cani; cani usciti in adozione con giardia non diagnosticata (temibile zoonosi trasmissibile all’essere umano)”.

“Nuovo direttore sanitario dei canili rifugio Muratella e Cinodromo proprietario di una clinica privata veterinaria romana. Dove vengono ricoverati da mesi i cani degli stessi canili rifugio e dove e’ ufficialmente presente un veterinario dipendente della ASL e operativo nella parte canile sanitario di Muratella. Precedente direttrice sanitaria dei canili rifugio- proseguono Pelonzi e Fassina- licenziata dopo 15 mesi senza aver mai firmato un regolare contratto di lavoro e senza aver mai percepito la retribuzione determinata dal testo della gara (46.000 euro)”.

“Cani chiusi nelle gabbie e mai visti sgambare ’40 minuti al giorno in aree diverse dal proprio box e sempre vigilati dal personale preposto’ come scritto nel Capitolato Speciale della gara; 75 cani usciti in adozione e rientrati in canile perché affidati a persone non in grado di gestirli. Antiparassitari per i cani frutto di una donazione. Dopo che la scorsa estate il gestore aveva tentato il trattamento con una molecola (Amitraz) che si utilizza per bovini, suini, ovini”.

E ancora: “Cani del rifugio curati a spese dei volontari, quando il gestore e’ pagato per le spese veterinarie; cagnoline non sterilizzate trasferite nei canili privati oppure inserite in gabbia con cani maschi interi che si sono accoppiate e che hanno partorito cuccioli in canile. Gestore in proroga ormai da 5 mesi nonostante il direttore del dipartimento Ambiente avesse annunciato ad ottobre 2017 che la nuova gara per la gestione dei canili comunali sarebbe uscita entro la fine del 2017”.

“Cani trasferiti in canili privati convenzionati con il Comune di Roma (con spesa aggiuntiva per il cittadino romano) quando nei canili comunali sono presenti almeno 50 gabbie vuote (e regolarmente pagate al gestore imprenditoriale come se fossero piene di animali). Canili privati sanzionati dai Nas per farmaci e pappe scadute ed oggetto di pericolosi incendi estivi e nonostante ciò ancora oggi regolarmente convenzionati con il Comune di Roma”.

“Ci preoccupa il benessere degli animali in primis- concludono i consiglieri Pelonzi e Fassina-. Ma anche lo spreco di denaro pubblico e la mancata vigilanza che il dipartimento Ambiente della Giunta Raggi sta ormai da quasi due anni commettendo nonostante le nostre ripetute segnalazioni. Per quale motivo non vengono sanzionati i soggetti privati imprenditoriali che hanno comportamenti tanto censurabili verso creature senzienti quando, al contrario, si sventola la bandiera della presunta legalità verso chi svolge servizi alla città non a scopo di lucro? La Casa delle Donne, tanti spazi sociali, i ragazzi del Piccolo Cinema America cacciati da piazza San Cosimato: la legalità o e’ per tutti oppure non e'”.