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Piccoli impianti compostaggio Acea: 250 in utenze

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Roma – Un piccolo impianto di compostaggio che tratta il rifiuto organico prodotto, in particolare, dalle mense e o dall’attivita’ di ristorazione delle utenze business (commerciali). E’ Acea Smart Comp, si tratta di piccole macchine modulari da 40 tonnellate annue a salire che trasformano sul posto gli scarti alimentari in fertilizzante naturale, tagliando di fatto i costi sia per il trattamento in impianti di terzi sia quelli per il trasporto, con tanto di risparmio conseguente sulle emissioni di Co2. La multutility partecipata in maggioranza da Roma Capitale, che gia’ ne possiede uno da circa 40 tonnellate l’anno per la propria mensa, non sta pensando di rivolgersi a istituzioni o enti locali ma alle utenze business (non centri commerciali ma anche stazioni, aeroporti, grandi cliniche private) e ha sottoscritto un primo accordo con Fiera di Roma.

“Le taglie su cui ci stiamo muovendo per questi impianti sono dentro le 80 tonnellate l’anno, ad esempio per Fiera di Roma o i centri commerciali- ha spiegato Alessandro Filippi, direttore area Ingegneria e Servizi di Acea- Nell’offerta, accanto alla macchina, immaginiamo di proporre anche un piano comunicativo di accompagnamento perche’ le persone siano sempre piu’ consapevoli che esiste un percorso che permette di fare diventare risorsa il rifiuto proprio nel posto dove lo si sta producendo. Questo consente l’avvio della cosiddetta waste transition, passando da una gestione centralizzata del trattamento dei rifiuti a una diffusa. Non e’ un’alternativa ma una soluzione che permette alle utenze di essere anche organic waste free oltre che plastic free”.

E’ il caso di Acea e anche di Fiera di Roma: “Siamo i primi in Italia in questo senso e ne siamo molto orgogliosi- ha detto l’ad di Fiera di Roma, Pietro Piccinetti- Con i nostri 1,8 milioni di visitatori e utenti e 2.500 persone che direttamente e indirettamente lavorano in Fiera siamo come una citta’. Ogni anni produciamo circa 800 tonnellate di rifiuti di cui 65 di organico.
Acea va nella giusta direzione, questa e’ la vera economia circolare e siamo molto felici che due societa’ romane inizino insieme questo bel cammino. Inoltre, questo prodotto lo commercializzeremo”.

Ma quanto costa un impianto simile, quanto puo’ essere grande e quali risparmi ambientali comporta? “La macchia e’ modulare, si adatta alle esigenze dell’utenza. Il costo e’ intorno a circa 1000 euro a tonnellata- ha spiegato Filippi- Immaginiamo entro il 2022 di installare 250 Smart Comp, con 25mila tonnellate complessive di scarto organico trattate localmente, che sono pari a quelle prodotte da una citta’ di 250mila abitanti. In questo modo, taglieremo il trasporto di 5000 autocarri, 6 milioni di km in meno percorsi e 3.600 tonnnellate di Co2 prodotte dal trasporto”.

Si tratta di una macchina “tradizionale alla quale grazie all’innovazione e al know how del gruppo Acea e’ stato montato un sistema di gestione ‘smart’ attraverso sensori che presidiano le caratteristiche essenziali perche’ il processo si svolga perfettamente. È una macchina che si autogoverna per produrre compost di qualita’”.
E il fertilizzante prodotto che fine fa? “il nostro lo utilizziamo nelle aree verdi di Acea”, ha risposto Filippi. “Noi lo regaleremo ai visitatori in un sacchettino all’uscita dalla Fiera”, ha detto Piccinetti.
A una citta’ come Roma, in preda a perenni emergenze dei rifiuti e che gestisce la parte organica della raccolta differenziata in altre regioni, piccoli impianti di compostaggio di comunita’ e/o prossimita’ di questo tipo farebbero comodo. “Le utenze pubbliche hanno delle modalita’ di interazione definite- ha concluso Filippi- se intendono realizzare procedure o gare noi proporremo il nostro prodotto”.

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