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Ponte Industria, architetto Rosi: bene Anzaldi, chiamiamolo Ponte delle Donne

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Roma – “Reputo ottima la proposta dell’on. Anzaldi che dimostra particolare sensibilità per le donne romane che persero la vita nell’eccidio nazista del 7 aprile 1944”. Lo dichiara al sito Vigilanza.tv Claudio Rosi, urbanista e architetto, a proposito della proposta lanciata dal deputato di Italia Viva Michele Anzaldi di intitolare il Ponte dell’Industria di Roma al gruppo di donne lì fucilate dai tedeschi il 7 aprile del 1944.

“La proposta – spiega – darebbe un nuovo significato storico a un ponte il cui nome, per varie ragioni, è divenuto obsoleto. Il Ponte dell’Industria nacque come ponte ferroviario sul quale transitava la linea Civitavecchia-Termini inaugurata il 24 settembre 1863 dal Pontefice Pio IX.”

“La costruzione del ponte fu affidata dall’allora Stato Pontificio a una società belga, ma la struttura fu realizzata in Inghilterra. Il ponte, dunque, è di fatto una mirabile struttura prefabbricata e la parte centrale poteva sollevarsi come il Ponte di Londra per lasciar passare le barche a vela.”

“Il Ponte dell’Industria, così chiamato in quanto situato nel ‘polo industriale’ che era il quartiere Ostiense all’epoca, poi divenuto da ferroviario a carrabile, fosse un autentico monumento pervaso di Storia. E tuttavia, da tempo privo delle connotazioni geometriche adeguate per essere in regola al codice della strada.”

“Per questo è necessario compiere una valutazione mirata e puntuale sul suo destino: restaurarlo riparando i danni dell’incendio adeguandolo alle nuove connotazioni geometriche in vigore o demolirlo tout court e costruirne uno nuovo?”

“Questa scelta ovviamente spetterà al nuovo sindaco così come la decisione se accogliere l’encomiabile proposta dell’on. Anzaldi di chiamarlo ‘Ponte delle donne'”.

“Qualsiasi dovessero essere le sorti della struttura, esse non possono che passare per una gara pubblica che veda in lizza le migliori menti dell’architettura come merita la Capitale e come merita anche il ponte, frammento autentico e unico della Storia di Roma”, conclude.

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