Preside Liceo Dante: Regione non ci ha ascoltati, riapriamo il 14

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Roma – Cinque giorni in classe e poi di nuovo la chiusura per consentire lo svolgimento del referendum. Il liceo ‘Dante Alighieri’ di Roma, storico ginnasio del rione ‘Prati’, riaprira’ i cancelli il 14 settembre, anche se dopo pochi giorni, il 18, sara’ costretto a richiudere. Studenti e studentesse torneranno poi a fare lezione il 23 settembre. Uno stop che, secondo la dirigente scolastica Maria Urso, poteva essere evitato.

“Abbiamo fatto una petizione rivolta alla Regione Lazio per rimandare l’apertura a dopo le lezioni- commenta all’agenzia di stampa Dire- ma alla fine non si sono assunti la responsabilita’ di posticipare. E a questo punto, pur se in sofferenza, abbiamo deciso comunque di cominciare il 14. Lo facciamo per le famiglie, che sono in sofferenza, e per i ragazzi, che non tornano in classe da sei mesi. Se la Regione non ha rinviato l’apertura, non saremo noi a fare un atto di forza”.

Con i suoi 800 alunni e una posizione- nel centro storico della Capitale- che non consente l’uso di spazi esterni, il liceo romano riaprira’ con un orario ridotto che tagliera’ di circa 10 ore settimanale la didattica in presenza, da recuperare con lo studio a casa. I nuovi banchi, circa 250 quelli richiesti, non sono arrivati, e molte delle cattedre restano ancora scoperte. “Il problema principale e’ quello dell’edilizia scolastica: chi ha spazi esterni in questo e’ agevolato, ma per noi e’ tutto piu’ difficile”, aggiunge la preside.

Le classi saranno quindi divise in due gruppi, e ogni docente dovra’ ‘duplicare’ la sua lezione a distanza di un paio d’ore. Un modello ancora da sperimentare ma ritenuto necessario per riannodare i percorsi di apprendimento dopo i mesi di lockdown. “Le famiglie sono stremate, gli studenti disorientati. Noi operatori della scuola non ce la facciamo piu’- continua la dirigente- I decisori politici dovevano prendersi la responsabilita’ di una data certa.”

“È vero che e’ stata indicata, ma lasciando poi la decisione alle scuole si e’ creata una sfilacciatura tra chi dispone di spazi e chi no. Sarebbe stato meglio avere meno scontri e piu’ concretezza. In questa fase la scuola puo’ unire, ma solo se riesce a riaprire in sicurezza. Mi auguro che tutti si rendano conto dello sforzo che stiamo facendo per il bene dei nostri ragazzi e per far ripartire il Paese”.

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