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Protesta degli avvocati davanti la Cassazione “Non rinunciamo al nostro ruolo. Non siamo bottegai”

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»Vergogna, vergogna« intonano gli avvocati in toga che protestano davanti alla Cassazione. Una protesta, indetta dall’Oua e da alcuni ordini, dapprima circoscritta da transenne in piazza Cavour, si è spostata a ridosso delle Scale del Palazzaccio, e da qui gli avvocati hanno cominciato a rumoreggiare, scandendo anche lo slogan »libertà, libertà«. I legali, circa millecinquecento, mostrano cartelli listati a lutto e impugnano palloncini con su scritto ‘Carta costituzionale’. Alcuni dei manifestanti sono saliti sulle scale del palazzo della Cassazione e hanno invitato i colleghi a fare altrettanto, ma quando un piccolo gruppo ha provato a raggiungerli da una scala laterale sono stati bloccati dalla polizia. Oggi è il primo giorno di una nuova settimana di sciopero, una mobilitazione che gli avvocati portano avanti da quest’estate. Anche dopo l’incontro di ieri con il Guardasigilli, Paola Severino, rimangono ancora aperte le questione dell’eliminazione delle tariffe, dei soci di capitale negli studi, e la ‘distruzione’, dicono i legali, della ‘giustizia di prossimità’.

Il cordone di polizia e carabinieri composto da agenti e mezzi blindati disposto a protezione delle scale del Palazzaccio, sede della Corte di Cassazione, è stato forzato dagli avvocati che protestano in piazza Cavour. Le scale dello storico edificio sono invase dai legali che rumoreggiano ed espongono cartelli degli ordini di appartenenza.

No all’abolizione delle tariffe, no ai soci di capitale negli studi, «che significa poteri forti e la criminalità organizzata, e questo soprattutto nel penale sarebbe distruttivo, no infine allo smantellamento della giustizia di prossimità». Così il presidente dell’Oua, l’organismo di rappresentanza degli avvocati, Maurizio De Tilla, motiva la protesta davanti alla sede della Corte di Cassazione. «I cittadini – afferma De Tilla – stanno con noi. E è una battaglia fatta anche per loro, per avere avvocati eticamente sostenuti e non affamati come è stato a seguito della legge Bersani. Pensare che siamo una casta è una menzogna, la casta vera è quella che ci governa». De Tilla annuncia che la protesta andrà avanti, al congresso dell’Oua che si terrà a Milano la prossima settimana verrà decisa la data di una «marcia gandhiana» degli avvocati in toga. «Non rinunciamo al nostro ruolo. Non siamo bottegai».

Dopo il sit-in piazza Cavour sulle gradinate del Palazzaccio la protesta degli avvocati si è dipanata lungo le strade del quartiere Prati. Attraversando via Cicerone e via Lepanto, un piccolo corteo è giunto fino al Tribunale civile di Roma. Lì dopo un breve sit-in la protesta si è conclunsa.

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