Pugliese: ‘Io non odio’ sia progetto di Willy Monteiro

Roma – “Oggi siamo vicini a Milena Monteiro Duarte e a tutta la sua famiglia, perche’ questo progetto ‘Io non odio’ diventi il progetto di Willy, che ci ha dato un esempio raro e importante”. Cosi’ l’assessora al Turismo e Pari Opportunita’ della Regione Lazio, Giovanna Pugliese, in apertura dell’evento ‘Fatti d’odio’ organizzato stamattina in diretta YouTube sui canali della Regione Lazio e rivolto alle scuole aderenti al progetto ‘Io non odio’.

“Dire ‘Io non odio’ non significa che ci vogliamo tutti bene, significa che dobbiamo imparare a controllare le nostre emozioni e socialmente il nostro modo di interagire e il nostro comportamento”, continua Pugliese.

“È legittimo sentire che qualcuno non ci piace, ma per vivere in una societa’ queste pulsioni violente dobbiamo bloccarle, non possiamo assecondarle. Sono sicura che ciascuna di voi ha subito delle ingiustizie e possiamo pensare di reagire con violenza, sia fisica che verbale.”

“Pero’ esiste la legge, c’e’ la possibilita’ di agire entro i confini della legalita’ e anche attraverso le evoluzioni della legge abbiamo imparato che le societa’ piu’ aperte e progressiste non rispondono alla violenza con la violenza.”

“Le societa’ piu’ giuste- sottolinea l’assessora- hanno abolito l”occhio per occhio dente per dente’, la pena di morte, e, soprattutto, non considerano il carcere solo una punizione giusta, ma come un percorso dove si riflette sui propri errori e si pensa di rinascere e di reinserirsi in una societa’ dopo aver sbagliato”.

L’assessora Pugliese ricorda il gesto del 21enne ammazzato di botte lo scorso settembre, Willy Monteiro Duarte, che “ha provato a sedare una rissa in una notte d’estate a Colleferro perche’ il suo mondo interiore lo ha fatto scattare verso qualcosa di giusto, di pacifico, di buono, difendere chi era piu’ debole.”

“Il presidente Mattarella lo ha insignito con una medaglia alla memoria. Ecco a che cosa speriamo serva un progetto come ‘Io non odio’, a sviluppare di piu’ gli anticorpi contro la violenza, diffondere una conoscenza contro i pregiudizi, ad aprire la testa, serve a capire che la nostra sventurata terra, come diceva Brecht, avra’ bisogno di eroi. Ma ‘Io non odio’ invece non solo prova a rendervi tutti eroi, ma a fare si’ che non serva piu’ un eroe, un martire”.

‘Io non odio’ ha “fra i suoi obiettivi quello di formare e di creare una moltitudine di giovani ragazze e ragazzi che possono avere come primo impulso non l’odio e la violenza, ma la volonta’ di giustizia che c’era in Willy”, dichiara Pugliese.

“Ragazzi pronti a intervenire perche’ l’odio si puo’ isolare come un virus. E questo progetto diventa la nostra mascherina contro l’odio, ci insegna a guardare in maniera piu’ aperta e sana chi abbiamo di fronte. Bisogna creare una comunita’ che distrugga un po’ il concetto odioso di razza, di genere, di classe.”

“L’odio serve a etichettare e ad avere conseguenze negative, mentre invece dobbiamo essere aperti a tutto, non etichettare, non agire nei confronti di qualcuno solo perche’ e’ femmina, maschio, trans, gay, etero, bianco, disabile, nero, caucasico. Serve soprattutto alle ragazze e ai ragazzi perche’ loro sono il futuro e loro hanno l’entusiasmo e la forza di cambiare il nostro mondo”, conclude Pugliese.