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Pugliese: rete cresce con 15 case rifugio e 27 Cav

Roma – “Siamo passati,in questi mesi, da 9 a 15 case rifugio. Abbiamo utilizzato i fondi governativi assegnandoli ai Comuni che faranno degli avvisi per la loro gestione. Entro dicembre immagino le prime tre e pochi mesi dopo le altre 3, arriveremo cosi’ a una rete di 15 che e’ un buon successo. Siamo passati invece da 23 a 27 centri antiviolenza”. Sono i numeri presentati in esclusiva all’agenzia Dire dall’assessora alle Pari Opportunita’ della Regione Lazio, Giovanna Pugliese.

Pugliese poi ci ha tenuto a sottolineare l’impegno incessante dell’Istituzione: “Come Assessorato, come Regione, con il presidente Nicola Zingaretti, non ci siamo mai fermati, soprattutto in questo momento difficile di pandemia. Tutto questo lavoro e’ stato fatto di concerto con la Cabina di regia diretta da Cecilia d’Elia, ed era stato gia’ iniziato da chi mi ha preceduto, ora sottosegretaria al Turismo, Lorenza Bonaccorsi”.

“Cassino, Ariccia, Monterotondo, Civita di Bagnoregio e altre localita’ per le case rifugio”, ha detto l’assessora, che ha tenuto a ricordare “il centro antiviolenza che nascera’ a Sezze nella casa di Donatella Colasanti, sopravvisuta alla strage del Circeo. Noi, anche con la presidente della commissione consiliare Eleonora Mattia, siamo in contatto con il fratello di Colasanti e la sorella di Rosaria Lopez e li’ realizzeremo un luogo delle donne, un centro antiviolenza, un avamposto per rispondere alle esigenze delle donne di quel territorio”.

Pugliese non ha mancato di ringraziare le associazioni per il loro lavoro sul territorio: “Sono il nostro braccio armato, senza di loro le Istituzioni non ce la potrebbero fare. Hanno il ‘know how’, come prevede la Convenzione di Istanbul, per lavorare con queste donne. Le case rifugio non sono case famiglia e sono in una rete”.