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“Punkabbestia”, degrado, disservizi: benvenuti al San Camillo

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Politica Roma – “Era il fiore all’occhiello dell’ospedale. Un edificio moderno, con una solida tradizione nella Cardiologia e Cardiochirurgia. Ora, dal portone d’ingresso agli angoli più nascosti, l’approccio è orripilante. Un pessimo biglietto da visita per il nosocomio di Monteverde”.

Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che racconta la visita del 21 marzo scorso.

Michel Emi Maritato

Michel Emi Maritato

“Nei giardini antistanti il palazzo, intitolati tempo fa ai donatori d’organo, dorme una coppia di sbandati con tanto di cane. All’interno la situazione non è  confortante: porte divelte, poltroncine spaccate, ascensori fuori servizio così come i bagni, mura scrostate, termosifoni asportati, controsoffitti scoperchiati.

Chi più ne ha ne metta. Il tutto mentre una coppia di anziani si dispera, obbligata a fare cinque piani a piedi per il malfunzionamento degli ascensori. ‘Fate un giretto e ripassate tra mezz’ora, forse arriva’, consiglia un dipendente. Pensare che fino a pochi anni fa il reparto era  conosciuto da tutti i frequentatori come il ‘Nuovo padiglione ’ ma di nuovo non c’è nulla.

Sta lì dagli anni Sessanta, non è stato mai ristrutturato e negli ultimi tempi ha dovuto subire l’assalto dei numerosi reparti trasferiti dal Forlanini chiuso da Zingaretti. Un’ammasso indicibile di persone e servizi, con grave disagio per gli assistiti e i lavoratori. Anche questa è l’odissea del San Camillo, un ospedale morente a cui nessuno ha il coraggio di dare l’estrema unzione”, chiosa Maritato.

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