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Quell’integrazione possibile tra urbanistica e welfare

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Quell’integrazione possibile tra urbanistica e welfare

 

Pensare alle trasformazioni urbanistiche come processi integrati, non solo tecnici, che perseguano l’obiettivo di innalzare il livello di “welfare” territoriale, inteso nella sua accezione letterale di “benessere” delle persone e delle comunità, di rafforzamento delle relazioni sociali attraverso la dotazione di servizi, attrezzature, strutture, spazi di interesse collettivo. E’ il tema della giornata di studi “Ri-Abitare la Città. Progettazione, protagonismo sociale e valori locali”, proposta dall’Assessorato ai Servizi sociali, Partecipazione e Valorizzazione delle periferie per Venerdì 11 Maggio (biblioteca comunale-centro culturale Paolo Angelini, piazza don Minzioni) articolata in due momenti distinti. Al mattino (ore 9.30-13) si terrà il seminarioRi-Abitare e progettare la città”, nel pomeriggio (ore 17) la tavola rotondaMonterotondo: la costruzione della città e il protagonismo sociale”.

 

«Il percorso che proponiamo – afferma l’assessore Anna Foggiaprende lo spunto dal libro “Progettualità dell’agire urbano – processi e pratiche urbane” di Carlo Cellamare, docente di Urbanistica all’Università “La Sapienza”, che svolge attività di ricerca sul rapporto tra urbanistica e vita quotidiana, sui processi di progettazione ambientale e  territoriale, sul rapporto tra territorio e sviluppo locale e sulla partecipazione. In un momento in cui la crisi e la politica del governo nazionale hanno indotto i Comuni ad  affrontare  e sostenere scelte che condizioneranno in modo determinante lo scenario futuro dei propri territori, l’Amministrazione comunale vuole ribadire il suo convincimento che ogni trasformazione urbana debba integrare la dimensione urbanistica con la gestione dei servizi, con i problemi più in generale dell’”abitare” e del “ben vivere” e non banalmente del “benessere”. Le esperienze  portate dai cittadini del Centro storico come di Monterotondo Scalo richiamano la nostra attenzione su temi come il valore dei luoghi di vita, la valorizzazione delle capacità locali, il protagonismo sociale, la produzione di beni pubblici, su quanto sia necessario lavorare per costruire una capacità condivisa e diffusa di collaborazione in vista  di un progetto comune».

 

L’idea centrale dell’opera da cui la giornata di studi prende le mosse è che il concetto tradizionale di “progetto”, prodotto della cultura e della società moderne, così carico di significati e ambiguità, sia da decostruire e che la progettazione debba essere intesa come processo non solo tecnico, ma anche sociale, culturale e politico. Attraverso un approccio interdisciplinare, l’autore analizza la progettazione dal punto di vista dell’abitare e del rapporto con la vita quotidiana, con il divenire urbano e con le pratiche sociali, con la dimensione dell’azione e con il conflitto, con le culture urbane e con i processi reali di trasformazione della città, discutendo i diversi caratteri dei processi e delle politiche, il ruolo del tempo e il senso delle Istituzioni, la costruzione di contesti di interazione progettuale e di apprendimento collettivo. Molta attenzione è rivolta all’analisi del rapporto tra pratiche urbane e progettazione, nella quale troppo spesso si assiste ad una separazione netta tra il progetto e l’atto di abitare, ad una progressiva espropriazione tanto della capacità progettuale quanto della capacità creativa degli abitanti.

«Per questo – osserva il sindaco Mauro Alessandrigovernare il territorio in maniera moderna  significa operare affinché le trasformazioni siano sempre pianificate nell’ambito di un quadro di riferimento più ampio, nel quale l’applicazione degli standard sia commisurata alla rilevazione dei bisogni espressi dei cittadini. La sfida sta proprio nella capacità di utilizzare strumenti diversi, magari non tradizionalmente propri alla disciplina urbanistica, secondo percorsi quanto più possibile partecipati e condivisi che sono la garanzia di una effettiva sintesi tra il necessario, il possibile e il migliore».  

Agli appuntamenti parteciperanno, oltre al sindaco, all’assessore e allo stesso decente Carlo Cellammare, anche  l’assessore al Centro storico Gabriella Fagnani, il coordinatore del Piano sociale di Zona Achille Tagliaferri, il curatore del Bilancio sociale Emiliano di Filippo, l’ex sindaco Antonino Lupi, architetti, docenti, rappresentanti del Terzo settore e dei Comitati di quartiere.

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