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Raggi: Roma, noi eletti per riportare meritocrazia

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Roma- Raggi: “Basta affidamenti diretti, abbiamo imposto bandi pubblici”

Notizie del giorno - VIRGINIA RAGGI

Notizie del giorno – Virginia Raggi

Queste le parole della sindaca di Roma, Virginia Raggi, all’interno dell’evento ‘Contromafiecorruzione’ organizzato dall’associazione Libera all’Angelicum Congress

Meritocrazia al centro del nuovo corso

“Se oggi ci troviamo ad amministrare Roma e’ perché, dal basso, e’ arrivata una spinta radicale e propulsiva di cambiamento all’insegna della trasparenza. La richiesta di un nuovo corso si sviluppa e si declina con modalità diverse in ambiti differenti, ma e’ attraversata da un denominatore comune: rimettere al centro la meritocrazia. E’ questo l’unico strumento per garantire diritti e ripristinare la giustizia sociale”.

Solo bandi pubblici

“Occorre innanzitutto plasmare un metodo nuovo. Una visione diversa che si propaghi rapidamente tra le maglie della società, fino a radicarsi con forza. E’ stata la nostra priorità sin dal primo giorno di mandato a Roma Capitale. Abbiamo chiuso la stagione malsana degli affidamenti diretti e abbiamo imposto l’attivazione di bandi pubblici. Sempre e comunque”.

Appalti, nuovo spartito

“Negli appalti ora la musica e’ diversa, perché abbiamo scritto un nuovo spartito. Abbiamo avuto il coraggio di scelte radicali. E iniziamo a raccoglierne i frutti. L’economia capitolina inizia a nutrirsi di competitività e trasparenza, le procedure sono alla luce del sole, i migliori e i più meritevoli vincono e lavorano”.

Stop a concorsi truccati

“Una autentica rivoluzione che vogliamo diffondere in tutto il Paese, a partire dai giovani, iniziando dai saperi e dalle università. Vogliamo mettere fine, per sempre, alla pratica dei concorsi truccati e alla svendita delle cattedre. Una formazione meritocratica e di qualità e’ il primo antidoto contro crimine e malaffare. Una cultura sana e accessibile consente di eradicare ogni forma di sopraffazione. Perché la mafia e’ questo: il più forte che sottomette il più debole, la violenza che sopprime l’idea, l’ignoranza che impedisce il ragionamento”.

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