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Rapporto fine consiliatura Aula: 827 delibere in 500 sedute

Roma – Circa 500 sedute d’Aula, nonostante la pandemia di mezzo, e 827 delibere approvate in cinque anni. Sono i risultati presentati stamattina in aula Giulio Cesare nel rapporto di fine consiliatura dell’Assemblea capitolina, una ‘seduta speciale’ prevista dal regolamento ma attivata oggi per la prima volta su impulso del presidente Marcello De Vito, che ha illustrato i dati dell’attività consiliare davanti a consiglieri e rappresentanti politici, sociali e delle categorie della città. Anche il candidato sindaco del centrodestra, Enrico Michetti, interverrà durante la mattinata, mentre è al momento assente la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

“Ho sempre provato a svolgere il mio ruolo con equilibrio, consentendo sempre alla maggioranza di governare ma permettendo alle opposizioni di svolgere il proprio ruolo di pungolo”, ha detto De Vito intervenendo in Aula per aprire i lavori della mattinata.

“Nel 2016 sono state approvate 150 delibere, nel 2017 157, nel 2018 148, nel 2019 100, nel 2020 216 e nel 2021 fino a oggi 54: 827 delibere in tutto, un risultato che rivendico con forza. L’Aula ha sempre svolto il suo ruolo pienamente, con ogni anno circa 100 Consigli per un totale di circa 500 sedute”.

Un altro risultato, per il presidente dell’Aula, sono “i bilanci approvati per tempo: finalmente una corretta programmazione finanziaria, non sono stati fatti nuovi debiti e questo è un risultato d’aula che rivendico e ritengo importante”.

L’evento di oggi, ha sottolineato De Vito, “è un’occasione di confronto con le parti sociali e le associazioni di categoria, un compito doveroso. Non ci si può chiudere dentro il Campidoglio, bisogna confrontarsi quotidianamente e stabilmente. Per questo ho proposto il Forum Roma 2030-2050, quello che tutti i sindaci hanno dichiarato nelle interviste delle domeniche ma non hanno mai fatto.”

“Io volevo una struttura permanente sulle principali direttrici di sviluppo per la Capitale: dalla smart city alla rigenerazione urbana. Penso che sia un lascito che almeno nell’ultima seduta di Consiglio potremmo lasciare a chi governerà dopo e che magari oggi siede su questi scranni”, ha concluso il presidente.