Rebibbia: per garante detenuti discutibile mamma e figli piccoli in carcere

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Roma – Quello della giovane donna tedesca che ha ucciso i suoi due figli a Rebibbia “e’ stato un caso unico nella storia carceraria italiana. Questo deve sollecitarci a capire tutto quello che non ha funzionato, non solo per trovare eventuali responsabilita’ ma per individuare quei meccanismi di prevenzione. Sia sul tema del ricorso al carcere che in situazioni di questo genere forse va evitato, sia sul trattamento all’interno dell’istituto in modo tale che persone internate siano seguite socialmente e sanitariamente come si deve”.

Cosi’ Stefano Anastasia, Garante dei Detenuti del Lazio, in occasione della sua audizione di fronte alle commissioni Affari statuari e Sanita’ e Politiche sociali della Regione Lazio riunite in seduta congiunta. “Non conosco i motivi della sospensione della direttrice e del vice comandante- ha spiegato Anastasia- ma spero sia temporanea e non porti conseguenze sulla gestione del carcere”.

“Per quanto riguarda il caso specifico, poi, credo che disporre la custodia cautelare in carcere ad una donna con due bimbi di 6 mesi e 2 anni, prevista solo in casi eccezionali secondo il codice, sia discutibile, cosi’ come il fatto che la donna era in carcere e mentre i due coimputati della donna per lo stesso reato no”.

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