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REFERENDUM | Ipotetici risparmi e spese incontrollate

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I nostri connazionali residenti stabilmente all’estero hanno già votato ed i relativi plichi sono ormai in arrivo in Italia. Un voto che, come sempre, per la poca rigidità degli apparati e delle procedure, sarà certamente devastante ed oggetto di dure polemiche successive, sui problemi dei brogli rilevati e non, per la parte che uscirà sconfitta dalla dura contesa referendaria.

Siamo certi che, se nel passato la Sinistra, o meglio il PD-Ulivo, non avesse tratto alcun giovamento elettorale, in termini di consenso, il voto degli italiani all’estero sarebbe certamente stato oggetto di riforma abrogativa e tale modifica sarebbe già stata inserita nel nuovo testo da approvare.

Ma veniamo ai nostri concittadini che questa domenica andranno a votare. Essi leggeranno sulla scheda elettorale che, scegliendo SÌ, potranno decidere  “il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni”. Argomento sentito e particolarmente accattivante per il nostro concittadino in modo ben superiore, alla disputa, per lui ben lacunosa, sul “bicameralismo paritario”. L’argomento citato è, lo ripetiamo, certamente impattante ma, purtroppo, al contempo, risulta un vero imbroglio totale. Secondo la Ragioneria generale dello Stato, infatti, i risparmi dell’operazione Senato sono di appena 50 milioni di euro, ovvero 80 centesimi per ogni italiano. Risultato acclarato del tutto risibile e, quindi, per esso è poco ragionevole, anzi assurdo,  voler cambiare la Costituzione per un risparmio di soli 80 centesimi di euro ad italiano.

votoSempre che poi, se approvato il Referendum costituzionale in votazione domenica 4 dicembre, tale risparmio ci sia davvero. È nostra ferma convinzione, infatti, che il nuovo Senato porterà ad un rilevante aumento dei costi generali di sistema, con senatori-sindaci part-time e senatori-consiglieri regionali part-time che, peraltro, faranno inevitabilmente male entrambi i lavori; e con una struttura, poi, che nascerà già inefficiente con continui subentri dei senatori consiglieri, anche perché non tutti scadranno nella stessa data.

Impossibile, inoltre, non soffermarsi sul devastante tema della centralizzazione della salute, centralizzazione che, se dovesse prevalere il SÌ, darà un colpo mortale ad autentiche eccellenze mondiali, come quelle della Lombardia, dell’Emilia Romagna, del Veneto, della Toscana.

Ultima ciliegina da valutare, da parte di chi voterà favorevolmente per l’approvazione del referendum confermativo delle modifiche della nostra Costituzione, i dirompenti privilegi lasciati alle Regioni a Statuto speciale, non solo all’Alto Adige, ma anche alla Sicilia, protagonista dei peggiori sprechi del nostro ultimo decennio.

Meditate votanti, meditate!

Liliana Nicoletta

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