RomaDailyNews - Il sito di informazione di Roma

Referendum: Prodi dice la sua

Più informazioni su

Referendum Prodi – A soli quattro giorni dalla votazione per il Referendum sulla Riforma Costituzionale si fa sentire un altro grande della politica di un tempo, quella vera, fatta di valori e di idee capaci di cambiare il mondo. Lui è stato il fondatore dell’Ulivo ed ex Presidente del Consiglio dei Ministri dal 1996 al 1998 e poi dal 2006 al 2008. Parliamo di Romano Prodi, che scende in piazza per dire la sua circa il Referendum al quale siamo chiamati ad esprimerci il prossimo 4 dicembre.

Referendum: Prodi dice la sua

“Anche se le riforme proposte non hanno certo la profondità e la chiarezza necessarie, tuttavia per la mia storia personale e le possibili conseguenze sull’esterno, sento di dovere rendere pubblico il mio sì, nella speranza che questo giovi al rafforzamento della nostre regole democratiche soprattutto attraverso la riforma della legge elettorale”. Queste le parole di Romano Prodi attraverso una nota.

referendum renzi e prodi

Referendum Renzi e Prodi

La storia personale di Prodi, spiega l’ex presidente del Consiglio, “è stata tutta nel superamento delle vecchie decisioni che volevano sussistere nonostante i cambiamenti epocali in corso. Questo era l’Ulivo. La mia vicenda politica si è identificata nel tentativo di dare a questo Paese una democrazia finalmente efficiente e governante: questo è il modello maggioritario e tendenzialmente bipolare che le forze riformiste hanno con me condiviso e sostenuto. C’è chi ha voluto ignorare e persino negare quella storia, come se le cose cominciassero sempre da capo – continua -, con una leadership esclusiva, solitaria ed escludente. E c’è chi ha poi strumentalizzato quella storia rivendicando a sé il disegno che aveva contrastato”.

Poi, ricordando un pezzo della sua infanzia dice dichiara: “Mentre scrivo queste righe mi viene in mente mia madre che, quando da bambino cercavo di volere troppo, mi guardava e diceva: “Romano, ricordati che nella vita è meglio succhiare un osso che un bastone””.

Referendum costituzionale: Prodi vota si

Voterà quindi Sì, l’ex Presidente del Consiglio. “Profonde sono le ragioni che mi hanno fino ad ora consigliato di non rendere esplicito il mio voto sul referendum. Sono ormai molti anni che non prendo posizione su temi riguardanti in modo specifico la politica italiana e, ancora meno, l’ho fatto negli ultimi tempi. Questa scelta mi ha di conseguenza coerentemente tenuto lontano dal prendere posizione in un dibattito che ha, fin dall’inizio, abbandonato il tema fondamentale, ossia una modesta riforma costituzionale, per trasformarsi in una sfida pro o contro il governo”.

Non potevano certamente mancare parole di ringraziamento da parte del Presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha voluto commentare così la nota di Prodi: “Diciamo grazie a Prodi che, pur non condividendo tutto, ha detto Sì alla riforma riconoscendo che c’è un’esigenza del Paese”.

Così come non poteva mancare il commento di Pier Luigi Bersani: “Prodi ha usato una metafora contadina, “meglio succhiare l’osso”: non mi sembra un Sì entusiasta. Io rispetto Prodi ma non voglio succhiare l’osso, non mi turo il naso e soprattutto non lascio il No alla destra. Io vado in giro e vedo molta sinistra per il No: trovo l’Anpi, la Cgil o Libertà e Giustizia, e tanta gente normale che vota Pd, c’è molta gente che non si sente costituzionalista ma che ha dei problemi e vuole votare come gli dice il cuore”.

Referendum 2016. Renzi: “Si vota sulla riduzione della burocrazia”

Nelle ultime ore arrivano anche altre dichiarazioni di Renzi che a Repubblica.tv afferma: “Se vince il Sì posso fare al massimo un altro giro. La gittata di questa riforma è molto più ampia. Cosa faccio io non interessa ai cittadini. Non ho cambiato idea sul fatto che se vince il No ci sono sempre i soliti che ritornano tutte le volte: i ‘signori rieccolo’. Chi è per il No dovrebbe pensare qual è la proposta alternativa. Il semipresidenzialismo di Berlusconi? Questo treno nei prossimi venti anni non avrà modo di ripartire. Voglio che sia chiaro chi vuole bloccare la Casta ha in mano una matita domenica. Se poi gli italiani dicono no, preparo i pop corn per vedere in tv i dibattiti sulla Casta”.

Poi prosegue: “Prendo un impegno morale di non considerare i voti al referendum in termini politici, per gli uni o per gli altri. Sono voti per il Sì e per il No. Il 5 dicembre c’è comunque un’altra stagione che si deve aprire. Questa occasione non ricapita per i prossimi 20 anni, la volete buttar via? Uno può dire: Renzi non ti sopporto. Bene. Ma non si vota su chissà quali modifiche, qui si vota sulla riduzione della burocrazia”.

Siamo dunque alla resa dei conti. Domenica 4 dicembre andremo a votare e finalmente, dopo mesi e mesi di dibattiti, tra insulti e premonizioni del futuro, sapremo finalmente se la Nostra Costituzione cambierà, e con essa anche le nostre vite e il nostro modo di vivere. L’importante è fare la scelta giusta ed essere consapevoli di quello che si sta votando perché non si potrà tornare indietro.

Silvia Roberto

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di RomaDailyNews, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.