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Il regalo di Obama a Castro a spese dei cubani

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Il regalo di Obama a Castro a spese dei cubani –

Dopo aver fatto vergognare americani e nazioni di tutto il mondo per le brutte figure fatte a Cuba, Obama, negli ultimi giorni che lo separano dalla fine del suo mandato, continua a seminare macerie.

Non pago di essersi fatto prendere letteralmente a “pesci in faccia” nella recente “scampagnata” familiare a Cuba, dove unico dei leader mondiali non venne intenzionalmente accolto al suo arrivo da Raul e, tanto meno, successivamente, dal fratello Fidel Castro, allora ancora vivo e vegeto, nella sua degenza dorata all’Avana, Obama continua imperterrito a fare immotivati e sconsiderati regali al Castrismo.

BARACK OBAMA

BARACK OBAMA

Il presidente statunitense, ormai a pochi giorni dalla sua uscita dalla Casa Bianca, infatti, ha posto fine alla politica cosiddetta dei “piedi asciutti, piedi bagnati”, derivante da una legge approvata nel 1995 dal Congresso americano.

Con essa gli esuli cubani, in qualunque modo fossero giunti sulle coste  degli Stati Uniti – (piedi asciutti) – avrebbero automaticamente potuto rimanervi. Se invece fossero stati intercettati in mare – (piedi bagnati) – sarebbero stati respinti.

D’ora in poi, per gentile presente di Obama, i cubani desiderosi di fuggire dall’inferno tropicale, non potranno più farlo senza avere un regolare, antecedente, visto d’ingresso USA.

Il Castrismo esulta per il regalo concesso al regime e perché ora, realmente, i cubani dissidenti dell’Isola, con voglia e necessità di fuggire, saranno doppiamente intrappolati e senza alcuna via di fuga mediante la quale riavvicinarsi ai congiunti o a quanti dei compatrioti esuli (278mila negli ultimi 10 anni) sono già felicemente sbarcati ed accolti legalmente a Miami o negli Usa.

Signor presidente, per fortuna ancora per poco, vorremmo sommessamente ricordarle, visto che mostra di non accorgersene,  che a Cuba vige ancora una dura dittatura, per nulla tenera con i dissidenti ed i suoi convinti oppositori.

I cittadini cubani, già oppressi e ora anche disperati per la chiusura di quest’ultima via di scampo, ringraziano certamente commossi per la bella trovata presidenziale.

Degna  conclusione, con questa sconsiderata ed incomprensibile decisione, della fallimentare politica di Obama, durante tutto il suo mandato, di promuovere e tentare un riavvicinamento tra Stati Uniti e il regime cubano.

I cittadini cubani, fermi oppositori della disumana dittatura, sperano ora solo in Trump ed in una nuova rivisitazione, da parte sua (i segnali, al riguardo, sembrerebbero incoraggianti), della relativa normativa, per poter aspirare ancora ad una vita migliore o, quanto meno, più umana.

Pier Francesco Corso

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