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Regione Lazio: antibiotico-resistenza è problema grave, emanato decreto regionale

Roma – Arrivano le parole dell’assessore alla Sanità e all’Integrazione Sociosanitaria del Lazio Alessio d’Amato, in occasione della Settimana mondiale per l’uso consapevole degli antibiotici, sul tema dell’antibiotico-resistenza:

“La resistenza agli antibiotici e’ uno dei piu’ importanti problemi emergenti di sanita’ pubblica. Sin dalla loro scoperta, ormai circa 100 anni fa, gli antibiotici hanno salvato la vita a milioni di persone. Purtroppo pero’ l’utilizzo continuo e a volte eccessivo di antibiotici ha fatto si’ che i batteri siano diventati resistenti ai farmaci che, in alcuni casi, hanno cominciato a perdere efficacia. A tale proposito, con l’arrivo della stagione invernale, voglio rivolgere un appello affinche’ non si solleciti il proprio medico di famiglia per avere la prescrizione antibiotica, mentre e’ assolutamente consigliato fare il vaccino antinfluenzale.”

“L’Italia purtroppo detiene un triste primato: secondo le ultime stime dell’Istituto Superiore di Sanita’ (Iss) rappresenta infatti un terzo dei 33 mila decessi causati in Ue dall’antibiotico resistenza e il Lazio registra oltre mille decessi ogni anno per infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici. La Regione Lazio ha gia’ da tempo attivato diverse iniziative per la sorveglianza e la prevenzione delle infezioni ospedaliere ed il contrasto all’antibiotico resistenza”.

“Abbiamo recepito il Piano Nazionale Contrasto Antimicrobico Resistenza con il quale viene ufficialmente istituito il Gruppo tecnico di coordinamento e monitoraggio del piano per il contrasto all’antimicrobico resistenza a livello regionale. Stiamo ampliando la copertura della sorveglianza e stiamo sviluppando una piattaforma informatica che ci consenta di raccogliere ed elaborare con maggiore velocita’ e precisione tutti i dati ricevuti dalle strutture sanitarie sul territorio.”

“Abbiamo inoltre ampliato nell’ultimo anno il numero dei laboratori di microbiologia che partecipano alla sorveglianza nazionale ed europea ed e’ in corso infine una completa riorganizzazione delle attivita’ di microbiologia delle strutture pubbliche al fine di potenziarne le attivita’ ed inserirle nella Rete Regionale delle microbiologie con una struttura centralizzata dedicata alla caratterizzazione dei patogeni piu’ pericolosi, al monitoraggio dell’andamento dei tassi di resistenza ed alla identificazione rapida di eventuali focolai epidemici”, conclude D’Amato.

Nello specifico il Gruppo di coordinamento regionale si occupa delle seguenti aree: 1) sorveglianza, prevenzione e controllo delle infezioni da microrganismi resistenti; 2) uso appropriato e sorveglianza del consumo degli antibiotici (ambito umano e veterinario); 3) potenziamento dei servizi diagnostici di microbiologia; 4) formazione degli operatori sanitari; 5) informazione/educazione della popolazione, ricerca e sviluppo.