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Rete studenti: solo 3.8% è soddisfatto di orari scolastici

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Roma – Il 60% degli studenti non ha più tempo per sport e altre attività ricreative e il 24% ritiene che sia necessario rimodulare gli orari di ingresso e uscita da scuola. Sono i numeri di un sondaggio promosso e realizzato dalla Rete Studenti Medi del Lazio, il sindacato studentesco che ha raccolto circa 3mila risposte sulla condizione degli alunni al rientro tra i banchi.

Quello che è emerge è un quadro non allarmante, ma neanche soddisfacente. Solo il 3,8% degli intervistati pensa che l’organizzazione degli orari sia adeguata. Lo scaglionamento degli ingressi e delle uscite sembra essere infatti il punto più critico del rientro.

“Anche se è passato un anno e ci sono i vaccini, la situazione da questo punto di vista non sembra essere cambiata- dice Michele Sicca (Rete Studenti Medi Lazio) all’agenzia di stampa Dire- La maggior parte degli studenti è felice di essere tornata a scuola in presenza, per questo tanti di noi sorvolano sulle problematiche organizzative.”

“Ma la questione degli orari resta problematica. In alcune scuole tecniche, dove si fanno più ore, si esce alle 16 o alle 16.30: questa è una cosa grave e porterà a una serie di agitazioni”. Dal sondaggio è emerso infatti che più del 40% dei ragazzi e delle ragazze esce da scuola dopo le 14.30 e solo la metà degli intervistati svolge ore da 50 minuti.

“Lo scaglionamento non funziona- scrivono i giovani della Rete in un post su Instagram- Dall’inizio della pandemia ci siamo sempre impegnati nel chiedere un rientro sicuro e che garantisca il diritto allo studio di tutti e non smetteremo di farlo. Questi dati mostrano come ancora una volta la scuola abbia riaperto senza mettere gli studenti al centro, ma piuttosto continuando a scaricare su di noi il peso di questa fase così difficile”.

I ragazzi e le ragazze della Rete, anche a seguito dei risultati del sondaggio, stanno pensando di scrivere una lettera al Prefetto per chiedere un incontro e discutere insieme delle ragioni dello scaglionamento, che in alcuni casi prevede l’inizio delle lezioni alle 9.40. Qualche giorno fa, invece, i giovani avevano incontrato l’assessore regionale alla scuola Claudio Di Berardino.

“L’incontro è andato bene- racconta ancora Sicca- Ci siamo dati un appuntamento ogni due settimane per monitorare l’andamento del rientro in classe. Stiamo seguendo e intercettando tutte le mobilitazioni studentesche per capire quali sono i disagi che vivono gli studenti”.

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