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Ribelli M5S: passare a forma governo parlamentare, sindaco sia eletto da Aula

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Roma – “Alla Capitale occorre una democrazia alla pari delle altre capitali europee ma conferendo piu’ poteri a Roma si dovra’ necessariamente, in un’ottica di pesi e contrappesi, passare ad una forma di governo parlamentare della citta’ con il sindaco non piu’ eletto dal popolo ma dall’organo assembleare elettivo, introducendo legislativamente l’istituto della sfiducia costruttiva e superando il principio del “simul stabunt simul cadent”. Cosi’ su Facebook i cosiddetti consiglieri capitolini “ribelli” del M5S, Angelo Sturni, Donatella Iorio, Enrico Stefa’no, Marco Terranova, oltre al consigliere del Municipio II, Paolo Tabacchi.

“L’aumento di poteri senza una separazione degli stessi- spiegano- potrebbe rischiare di determinare una trasformazione della forma di governo della citta’ di Roma in una tecnocrazia silenziosa invece che in una democrazia locale partecipata e trasparente”.

“Inoltre, per una vera riforma della citta’ dovra’ aggiungersi, sempre in via normativa, una revisione dello status dei Municipi per accompagnarli in una fase di autonomia contabile vicina a quella dei Comuni metropolitani- continuano- Portare Roma alla pari delle altre citta’ infatti significa questo: Parigi, il sindaco di Ville de Paris, nuovo ente di Parigi, e’ eletto dal Consiglio di Parigi; Berlino, il sindaco di Berlino, citta’- Stato, e’ eletto dalla Camera dei rappresentanti”. “Roma- concludono- deve essere una citta’ fondata sulla democrazia dal basso e non sull’iper-presidenzialismo dell’uomo solo al comando”.

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