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RICHIEDENTI ASILO. CUTINI: “RIPORTARE ROMA ALLA SUA VOCAZIONE UNIVERSALE DI COMUNITÀ. MIGLIORARE E POTENZIARE L’ACCOGLIENZA”

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Rita Cutini

Rita Cutini

Stamattina Workshop dell'Assessorato: "Roma, Capitale dell'accoglienza"

“Roma deve iniziare a ragionare sui grandi numeri e tornare alla sua vocazione universale di comunità”. Lo dichiara l’assessore al Sostegno Sociale e Sussidiarietà di Roma Capitale durante il Workshop, organizzato dall’Assessorato, ‘Roma Capitale dell’accoglienza’, rivolto agli enti gestori, alle associazioni di volontariato, agli amministratori locali e a tutti i soggetti che operano sul territorio per l’accoglienza dei richiedenti asilo. Presenti: il prefetto Riccardo Compagnucci, (responsabile Bando Spar, Ministero dell’Interno), il prof. Paolo Morozzo della Rocca (docente di Diritto Privato e Diritto dell’Immigrazione all’Università di Urbino), la dott.ssa Ivana Bigari (direttore Area Accoglienza-Inclusione Dipartimento Politiche Sociali), la dott.ssa Concetta Mirisola (direttore Generale INMP), mons. Enrico Feroci (direttore Caritas Roma), padre Giovanni Lamanna (presidente del Centro Astalli), la dott.ssa Daniela di Capua (direttore Servizio Centrale Sprar Anci), la dott.ssa Daniela Pompei (responsabile Servizio Immigrati Comunità Sant’Egidio). “Roma soffre un sottodimensionamento cronico e storico nell’accoglienza – aggiunge Cutini – soprattutto se pensiamo che Roma non è una città qualsiasi, ma una grande Capitale europea. Posso dire che, con convinzione, questa amministrazione si sta impegnando per dotare la città di un sistema di accoglienza degno di questo nome. Un tassello importante, già da quest’anno, è stato quello di avere decuplicato i posti per l’accoglienza del bando Spar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) del Ministero dell’Interno. E’ un primo passo. Il nostro obiettivo è quello di migliorare ancora di più l’accoglienza, ordinaria e straordinaria, nei numeri e nella qualità. Uscire da una logica emergenziale, avviare un approccio di sistema e colmare il gap culturale che il mancato governo del fenomeno dell’immigrazione ha generato.

Come amministrazione, dunque – conclude Cutini – sentiamo la responsabilità di rendere Roma la Capitale all’accoglienza”.

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