Rifacimento linea Rebibbia-Casal Monastero: danni per 357 milioni

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Roma – Una spada di Damocle da 357 milioni di euro di risarcimento danni chiesti al Comune dall’Ati di imprese capitanata da Salini, per la sua mancata realizzazione. Ma allo stesso tempo la speranza che l’opera, data per morta piu’ volte, resusciti come una fenice: con un iter burocratico che riparte da zero e un finanziamento del ministero, previa revisione progettuale. Vive di queste contraddizioni il progetto del prolungamento della linea B tra Rebibbia e Casal Monastero, di cui oggi si e’ discusso nella commissione capitolina Mobilita’ alla presenza, tra gli altri, dell’assessore comunale ai Trasporti, Linda Meleo, e di alcune decine di rappresentanti dei comitati di Casal Monastero e San Basilio.

Dunque il prolungamento fino a Casal Monastero, due fermate tra cui l’omonimo capolinea e la stazione intermedia di San Basilio, potrebbe ripartire “da una revisione progettuale e dalla richiesta di un finanziamento al Mit di 350-450 milioni”, ha chiarito l’assessore ai Trasporti, Linda Meleo, dopo che lei stessa, il 4 febbraio scorso, aveva sancito l’irreversibile accantonamento dell’opera in project financing. “Nessuno vuole bloccarla- ha aggiunto- ma l’attuale rapporto contrattuale con i costruttori non ci porta da nessuna parte e va concluso. Dovremo effettuare una project review”.

Il progetto originale, cosi’ come concepito dalla giunta Alemanno nel 2012, prevedeva la realizzazione di un tratto di 2,8 km in sotterranea finanziato con 508,2 milioni, con un ribasso rispetto ai 560,5 di base d’asta. A mettere i soldi sarebbero dovuti essere la Regione con 99 milioni, il Comune con 67 milioni diretti e 133 attraverso un canone per 12 anni e 208 gli stessi privati, in cambio della valorizzazione immobiliare di alcuni lotti lungo la direttrice della linea, in altre parole case da costruire.
Questa procedura, nel corso degli anni, si e’ arenata a causa dell’impossibilita’ di allineare e valorizzare con metri cubi di cemento le aree individuate, che poi si sono scoperte vincolate.
La crisi del mercato immobiliare ha poi creato il resto del danno. Cosi’ le ditte dell’Ati che avevano vinto l’appalto hanno fatto causa al Comune. “Attualmente- ha ricordato Meleo- c’e’ una causa in corso con l’Ati che aveva ottenuto l’appalto. Nel contenzioso ci chiedono 357 milioni”.

La speranza del Comune, ora, e’ vincere la causa e ottenere dal ministero circa 350 milioni per coprire la parte di finanziamento non diretto ancora mancante, ripartendo da zero.
“Per le cinque nuove tranvie, la nuova Roma-Giardinetti, 50 mezzi e le funivie abbiamo gia’ chiesto allo Stato 800 milioni- ha ricordato il presidente della commissione Mobilita’, Enrico Stefano- Per il prolungamento della metro B fino a Casal Monastero ne servono circa altri 300”.

“Infine chiederemo altri fondi, 200 milioni per la tranvia Tva (Termini-Vaticano-Aurelio), 50 per il tratto del tram Fori Imperiali-Venezia e forse qualcosa per la linea C. Non voglio fare confronti ma se Milano ha chiesto 800 milioni, Roma non ruba niente se chiede un miliardo e mezzo”.

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