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Rinnovato dopo 13 anni contratto settore artigianato

Roma – Un nuovo accordo interconfederale e intercategoriale nel Lazio per il comparto dell’artigianato e delle Pmi dopo 13 anni di vacanza contrattuale, siglato tra parti datoriali e sindacali con l’obiettivo di valorizzare il ruolo della bilateralità, degli strumenti di welfare e delle politiche attive del lavoro. A presentarlo sono stati stamattina i rappresentanti di Confartigianato Imprese Lazio, Cna Lazio, Claai Lazio, Casartigiani Lazio, Cgil Roma e Lazio, Cisl Lazio e Uil Lazio durante l’incontro online ‘Artigianato nel Lazio: contrattazione e bilateralità’ alla presenza dell’assessore regionale al Lavoro e alla Formazione, Claudio Di Berardino.

Tra i partecipanti all’evento Michele Azzola, segretario generale Cgil Lazio, Enrico Coppotelli, segretario generale Cisl Lazio, Alberto Civica, segretario generale Uil Lazio, Lorenzo Tagliavanti, direttore Cna Lazio, Micheal Del Moro, presidente Confartigianato Imprese Lazio, Mario Salati di Casartigiani, Ivan Simeone di Claai, Maurizio De Carli, responsabile nazionale Dipartimento Relazioni sindacali Cna, Riccardo Giovani, direttore Politiche sociali e del lavoro Confartigianato Imprese e Mauro Sasso, vicepresidente Ebna. A moderare il dibattito Rosita Pelecca, segretaria Cisl Lazio.

LE CATEGORIE – “Oggi è una giornata importante perché comunichiamo il nuovo contratto del settore dell’artigianato e soprattutto perché questo accade in un momento in cui stiamo uscendo da un’esperienza drammatica per il Paese e per il mondo, dobbiamo creare le condizioni per la ripresa e nessuno di noi si può sottrarre a questo compito”, ha detto Lorenzo Tagliavanti, direttore della Cna del Lazio e presidente della Camera di Commercio di Roma.

Per Tagliavanti “dobbiamo in parte ricostruire il Paese dopo la caduta nell’ultimo anno della capacità di creare ricchezza. L’artigianato ha sempre risposto in modo molto positivo in tutte le fasi delicate del Paese: penso al periodo del Dopoguerra, al grande contributo negli anni del Boom economico, e ora ci troviamo in un’altra di quelle fasi, la ricostruzione, e questo contratto va in quella direzione. È un accordo moderno, bilaterale e frutto del dialogo, siamo molto orgogliosi come Cna di essere stati tra i protagonisti di questo contratto”.

Questo risultato, ha aggiunto Maurizio De Carli, responsabile nazionale del Dipartimento Relazioni sindacali della Cna, “è frutto dell’azione di tutte le parti sosciali a sostegno dell’artigianato del Lazio. Già prima della pandemia il ciclo economico era rallentato, una situazione di fragilità letteralmente sconvolta dalla crisi sanitaria ma anche grazie alla sottoscrizione di questo accordo siamo pronti a passare dalla fase del ristoro a quella della ripartenza.”

“La nostra capacità di reazione è notevole e l’abbiamo esercitata già dalle prime avvisaglie di crisi a febbraio 2020 quando come parti sociali abbiamo sottoscritto il primo accordo interconfederale per l’intervento del fondo d’emergenza dell’ente bilaterale, poi ci sono stati gli accordi del 14 marzo 2020 e del 6 aprile 2021 per consentire alle imprese di riaprire le aziende in sicurezza e oggi siamo impegnati in prima linea anche nella campagna vaccinale. C’è una consapevolezza nuova del ruolo delle parti sociali nel destino del nostro Paese”.

I SINDACATI – Per Alberto Civica, segretario generale della Uil del Lazio, si tratta di “una grande soddisfazione. Questo contratto non è solo uno strumento classico di integrazione del contratto nazionale, ma ha una visione: la visione dell’artigianato come settore fondamentale del Paese e pezzo importante della cultura produttiva aziendale nazionale e regionale, e diventa così uno strumento di prospettiva e strategia. Introdurre nel contratto integrativo la previsione che l’ente bilaterale si preoccupi anche di vedere come aiutare l’occupazione e agevolare i contratti di espansione a livello di piccole e piccolissime imprese è un elemento di grande novità e può essere l’apertura di una strada che può essere utilizzata non solo dalle altre regioni, ma anche da altri settori della vita produttiva del Paese.

Secondo Enrico Coppotelli, segretario generale della Cisl del Lazio, “questa iniziativa traccia una linea di demarcazione molto importante all’interno della nostra regione. Troppo spesso le parti sociali si sono confrontate su enunciazioni di principio, ma oggi oltre a quello siamo riusciti a mettere nero su bianco una visione all’interno del territorio del Lazio che, recependo per intero l’accordo interconfederale nazionale sugli aspetti contrattuali sottoscritto lo scorso 26 dicembre, riesce a calarlo a livello regionale rimettendo al centro la bilateralità delle parti sociali in senso vero e partecipativo ma soprattutto la contrattazione collettiva. Oggi segniamo fino al 30 maggio 2024 un percorso che trova nella contrattazione decentrata il modo di agire comune nel settore dell’artigianato che può essere il vero motore della ripartenza”.

Michele Azzola, segretario generale della Cgil del Lazio, ha parlato di “una bella giornata in un Paese di solito abituato a discutere, litigare e dividersi su tutto. Raggiungere accordo è un fatto importante, una festa, ma non possiamo solo dirci che siamo stati bravi, perché abbiamo un ritardo storico del mondo delle parti sociali in merito all’artigianato e alla bilateralità”.

Per Azzola “bisogna prevedere ad esempio l’iscirizione allla bilateralità per poter partecipare agli appalti, con la Regione dobbiamo ragionare su come far iscrivere tutti alla bilateralità perché oggi ci sono 6.500 imprese ma ne mancano ancora tantissime. La bilateralità può essere fondamentale anche per vigilare sul rispetto del contratto e per fare welfare nei confronti dei lavoratori ma anche per aiutare le imprese a cambiare a a internazionalizzarsi, condizione fondamentale per continuare a esistere e non solo a resistere.”

“Abbiamo fatto un bel lavoro, abbiamo messo un bel tassello- ha concluso Azzola- ma ora bisogna lavorare affinché la bilateralità diventi un elemento che può provare a cambiare la qualità del lavoro nel settore dell’artigianato della regione e del Paese, perché se lasciate sole imprese faranno fatica a competere in un momento di forte evoluzione tecnologica e globalizzazione”.

 LA REGIONE: “CONTRATTAZIONE FONDAMENTALE PER SVILUPPO SOSTENIBILE” – A concludere la mattinata è stato l’assessore a Lavoro e Formazione della Regione Lazio, Claudio Di Berardino. “Questa discussione si innesta in un terreno di partecipazione e condivisione molto importante. In questo periodo parliamo molto del nuovo modello di sviluppo ma anche delle regole che devono sorreggerlo, perché lo sviluppo deve essere sostenibile ed equilibrato ma questo è possibile solo con il rispetto delle regole di base. Quando ci sono regole e relazioni, come in questo caso con il rinnovo contrattuale, si tratta di un passaggio molto importante per aziende e lavoratori ma anche per l’intera collettività. Il tema della contrattazione deve essere sempre più posto alla base come bene generale”.

Tutto questo, ha sottolineato Di Berardino, “si innesta su un terreno abbastanza arato che ci ha visto protagonisti con voi sulle politiche attive grazie a un lavoro a più mani, teste e voci che ha reso possibile ragionare ed estenderle anche alle piccole e piccolissime realtà anche artigianali a partire dal ricambio generazionale fino alle opportunità di sostegno”.

Infine, ha concluso l’assessore, “sono in corso di definizione gli ultimi contatti con le Università per la sigla, insieme alle parti sociali, di un protocollo sulle nuove competenze in tema di formazione e riqualificazione rivolto anche alle imprese. La formazione non riguarderà solo i lavoratori ma anche le realtà datoriali, comprese quelle artigianali”.