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Roma: Atac esce da gara per rimozioni

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Roma: Ad aprile parte la gara per le rimozioni ma Atac esce dalla partita

Roma – Ad aprile sara’ lanciata la gara per il servizio rimozioni sul territorio del comune di Roma. Ed entro novembre i primi carro attrezzi torneranno a girare per le strade

Rimozioni

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della città. Le novità sono state rese note nel corso della commissione Mobilita’ del Comune. A cui hanno partecipato l’assessore ai Trasporti, Linda Meleo, e il direttore generale del Comune di Roma, Franco Giampaoletti. Ci sono voluti più di due anni per sbloccare la gara. Slittata di altri quattro mesi rispetto alla precedente indicazione data dal Campidoglio, fissata a dicembre. Atac è stata indicata inizialmente come la società che avrebbe potuto gestire il servizio.

Ma “e’ uscita da tempo” per il concordato, ha detto Meleo. E “in questi mesi il gruppo di lavoro che si sta occupando del tema e’ stato composto dalla Polizia Locale, Agenzia per la Mobilità e dipartimento Mobilità”. Dunque entro un mese sara’ lanciata la gara per ripristinare il servizio. Sono state chieste e ottenute le opportune variazioni di bilancio. Sono pero’ in corso le ultime valutazioni sul modello di servizio che sara’ messo a bando. Modello che prevede differenze molto nette ed alcune possibili novità molto innovative.

Il Direttore Generale Giampaoletti ha spiegato che esiste ancora una doppia opzione sul tavolo. “Da un lato- ha detto- c’e’ un modello tradizionale che prevede una gara che affidi ad una società interamente dedicata, con dotazione di mezzi carro attrezzi e personale, il servizio di rimozione. Dall’altro c’e’ un modello di business diverso. Si trova un soggetto, un’impresa, assimilabile a ‘My Taxi’ o ‘Foodora’, che non abbia in pancia i mezzi e il personale necessari all’esecuzione. Ma che sia in grado di predisporre un’organizzazione amministrativa, con software, hardware e call center. E che poi possa affidare a società esterne e dedicate, consorziate, il servizio di rimozione”.

Secondo il Dg il secondo modello comporta diversi vantaggi. L’abbassamento dei costi fissi per il Comune e l’abbassamento del numero delle rimozioni per garantire la sostenibilità economica del soggetto vincitore di almeno il 40-45%. Questo vuol dire che a fronte delle 40.000/45.000 rimozioni l’anno necessarie a ripagare i costi si potrebbe passare a circa 30.000. “Inoltre- ha aggiunto- il secondo modello porta ad un’organizzazione più flessibile che non equivale ad un sub appalto perché il rapporto tra società amministrativa ed esecutiva si fissa già in fase di gara”. Nel primo modello la gara dovrebbe avere una durata di 4 anni per garantire gli ammortamenti necessari e servirebbe un passaggio in Assemblea capitolina. Nel secondo caso potrebbe durare 2 anni e non servirebbero passaggi in aula.

“I due bandi sono pronti- ha concluso il dg- Bisogna solo decidere quale modello ed attendere la variazione del bilancio visto che sono necessari 500.000 euro. Il servizio partirà a novembre”. Il nuovo modello, su cui Giampaoletti si e’ soffermato a lungo, ha suscitato comunque alcuni dubbi dei consiglieri. Il presidente della commissione, Enrico Stefano, ha detto che “visto che il servizio manca da tanto tempo preferiremmo le certezze del modello tradizionale rispetto alle pur interessanti sperimentazioni. Penso sia anche più difficile difendersi da possibili ricorsi”. Anche Ilaria Piccolo, del Pd, ha manifestato dubbi preferendo il modello classico di affidamento “magari ad una società interna come AequaRoma”.

 

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