Roma Tre acquista da Campidoglio aree per 18 milioni foto

Roma – Roma Tre diventa “padrona di casa sua”. Con 18 milioni di spesa sono state acquistate dall’ateneo – al termine di un percorso lungo 26 anni e dopo 4 accordi di programma sottoscritti dal 1993 al 2004 – le aree in cui i suoi immobili insistono.

L’operazione, presentata dal rettore Luca Pietromarchi, dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi, e dal direttore generale di Roma Tre, Pasquale Basilicata, permettera’ all’universita’ di poter usufruire appieno degli spazi del quadrante Ostiense-Marconi con vantaggi sia per quel che riguarda lo sviluppo delle attivita’ didattiche e di ricerca e sua per la riqualificazione del quartiere stesso.

L’acquisizione si inserisce infatti, in un piu’ ampio progetto di Roma Tre di riqualificazione del quadrante sud-ovest della Capitale.
Questi i beni compresi nell’operazione: l’ex Vasca navale in via Volterra, l’ex Depositeria comunale in largo Murialdo, l’ex scuola Silvio d’Amico in via Silvio D’Amico, l’ex istituto scolastico De Amicis in via del Valco San Paolo, l’ex Ente comunale di consumo in via Ostiense, l’area contigua ex Alfa Romeo in via Valco San Paolo, l’area contigua ex Omi in via della Vasca Navale e l’area prospiciente ex Siba in Via della Vasca navale.

“Sono contenta di essere qui- ha detto la sindaca Raggi- per due motivi, da un lato perche’ siamo riusciti a portare a termine questo imponente progetto, dall’altro lo dico in maniera un po’ piu’ personale, per me e’ stata un’emozione. Non mettevo piede in questa aula dal 30 ottobre del 2003, il giorno della discussione della mia tesi. Mi sono laureata proprio qui, in quest’aula”.
Il progetto e’ inoltre il compimento di un impegno dell’ateneo che ha portato alla ristrutturazione e riconversione in strutture idonee alla funzione universitaria di immobili in completo abbandono con uno stanziamento negli anni di oltre 100 milioni.

“Quello che relativamente ci lascia l’amaro in bocca- ha spiegato a questo proposito il rettore Pietromarchi- e’ che quella funzione di miglioramento degli immobili e dei servizi che l’ateneo ha fatto in questi 26 anni non c’e’ stato riconosciuto.

Male, ma va bene uguale. Adesso pero’ non abbiamo piu’ le risorse per lo stadio Berra o per la parte che ci manca del mattatoio. Su questo dovremmo trovare un tipo di accordo non oneroso”.