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S.Lorenzo in Lucina, raccolta firme anti-porcellum

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Un tavolo per la raccolta delle firme per il referendum che abolisce la legge elettorale in vigore proprio sotto l’ufficio del suo creatore, quel Calderoli che fu il primo a definirla «una porcata». È l’iniziativa provocatoria decisa dai parlamentari del Pd che si riconoscono nelle posizioni di Arturo Parisi, promotore con Mario Segni della raccolta di firme per abrogare il cosiddetto «porcellum». In pieno agosto, domani sabato 13, dalle ore 16.30 in piazza S.Lorenzo in Lucina «i Democratici» tornano in campo con Arturo Parisi per consentire ai cittadini – informa una nota – di manifestare «la loro protesta contro la legge che li ha privati del diritto di eleggere i propri rappresentanti, mettendo una firma per chiederne l’abrogazione». La raccolta delle firme ha come scadenza il prossimo 30 settembre ed è stata rilanciata lo scorso 4 agosto. Dai prossimi giorni sarà quindi facile imbattersi nei banchetti dei referendari in tutte le piazze dei Comuni italiani. Domani è di turno un luogo simbolico, la stessa piazza dove ha sede l’ufficio di Calderoli, ministro della semplificazione legislativa. «La stagione e il tempo ristretto a disposizione – prosegue la nota dei Democratici – propongono la sfida come temeraria, ma non impossibile. I cittadini hanno capito l’iniquità di una legge che ha trasformato il Parlamento in un consesso di nominati da un pugno di capipartito. È questo il motivo per il quale le denunce contro una legge definita una vergogna non hanno prodotto finora alcun risultato. Solo la minaccia di un referendum può costringere il Parlamento a fare qualcosa. I Democratici, che dieci anni fa rappresentarono col mite simbolo dell’Asinello la loro protesta per il primo attacco al bipolarismo, sono in campo determinati a far sentire la propria voce. Sono con loro molti altri gruppi da Idv a Sel, dal Pli all’Unione Popolare oltre ai Referendari di Segni. Ed altri vanno aggiungendosi tra le forze organizzate e la società civile».

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