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San Lorenzo ricorda bombardamento 78 anni fa

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Roma – Roma ricorda il bombardamento di San Lorezo, avvenuto il 19 luglio del 1943 durante la Seconda guerra mondiale ad opera degli aerei statunitensi delle forze aeree alleate. La cerimonia si è svolta questa mattina nel parco intitolato ai caduti, nel cuore del quartiere all’inizio di via Tiburtina, a cui hanno preso parte la sindaca Virginia Raggi, l’assessore ai Lavori pubblici della Regione Lazio, Mauro Alessandri, la presidente del II Municipio, Francesca Del Bello, rappresentati di Aned, Anpi, Anfim, Anpc, oltre al partigiano Mario Di Maio, al Comitato di quartiere San Lorenzo e decine di cittadini.

“Non dobbiamo permettere a chi in questo momento di difficoltà sanitaria ma anche economica e sociale, soffia sulle scintille e agita la pancia delle persone. È nei momenti di difficoltà che si insinua il populismo più becero e agita vessilli di nuovi fascismi. Non dobbiamo avere paura di dire che Roma è antifascista”, ha detto Raggi.

Dopo la deposizione della corona di fiori al monumento ai caduti, alla presenza di autorità militari e civili al centro del parco, Raggi dal palco allestito ha ribadito: “L’antifascismo non è un concetto superato, lo dobbiamo ricordare sempre a chi banalizza. Di fascismi si parla sempre e tante persone sono morte per combatterlo. Non si può derubricare questa ferita della nostra storia.”

“Oggi – ha detto la sindaca – a 78 anni ci ritroviamo per ricordare il bombardamento, una pagina tragica e scolpita nella pietra. Tanti mi chiedono perché ogni anno questa ricorrenza? Perché queste pagine non sono passate. Abbiamo bisogno di ricordare la brutalità di cui è stata capace l’uomo.”

“Ma c’è anche un altro motivo: quando ci furono i bombardamenti, molti di voi se li ricordano. Ora reduci da un periodo come la pandemia, dobbiamo ricordarci chi siamo stati, ci siamo supportati durante la guerra, dobbiamo farlo anche adesso. Non dobbiamo dividerci”, ha sottolineato.

“Dobbiamo avere la capacità di ricordare e interrogarci”, ha detto l’assessore della Regione Lazio Mauro Alessandri, che ha poi aggiunto: “Celebrare un strage e la ferita profonda che ha aperto, il dolore delle vite spezzate è giusto e va portato avanti e coniugato con l’impegno di portare tutto quello che è accaduto, nel presente e nel futuro. Il rischio della celebrazione e del ricordo confinato in una giornata, è sempre dietro l’angolo”.

Mario Di Maio, partigiano di San Lorenzo, prendendo la parola ha ricordato: “Venivano a casa mia i fascisti, per cercare mio padre, poi quando lo prendevano lo picchiavano. Per strada lo picchiavano perché non salutavano il gagliardetto del Duce che passava. Venivano negozio per negozio per portare la gente a battere le mani a piazza Venezia, altrimenti ti chiudiamo il negozio”.

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