Sant’Egidio: per senza fissa dimora edifici dismessi e hotel

Roma – “Chiediamo l’apertura immediata di edifici pubblici e alberghi attualmente chiusi per il Covid-19 che siano in grado di accogliere le persone senza dimora presenti nelle strade di Roma”. Questo l’appello-proposta lanciato dalla Comunita’ di Sant’Egidio alle istituzioni locali e agli albergatori. Sono 3 mila le persone che nella Capitale passano la notte in strada, e da novembre a oggi hanno perso la vita 9 clochard “a causa dell’emergenza freddo e dell’isolamento creato dalla pandemia”.

“Il nostro appello ha ricevuto una grande risposta solidale da parte dei cittadini, che hanno iniziato a donare indumenti e coperte per sostenere le persone senza dimora. Attendiamo pero’ ancora una risposta dalle istituzioni”, ha detto Roberto Zuccolini, portavoce della Comunita’ di Sant’Egidio, intervistato dall’agenzia Dire.

“Noi non disponiamo di un censimento degli edifici statali e comunali dismessi per poter individuare le strutture di accoglienza per le persone senza dimora, e per questo, il nostro appello e’ volto a creare una cabina di regia con la Prefettura in modo da individuarle”, ha aggiunto.

“Le istituzioni devono provvedere, inoltre- ha concluso il portavoce della Comunita’ di Sant’Egidio- a garantire un indennizzo e le risorse necessarie per consentire agli hotel attualmente chiusi a causa della pandemia di riaprire per dare ospitalita’ alle persone senza dimora”.