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Sappe: carceri, proteste per sorvegliato a vista in reparto Covid

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Roma – “E’ stato disposto che un detenuto italiano maggiorenne, protagonista nei giorni scorsi di aver ingerito una batteria (la seconda negli ultimi quindici giorni), dopo esser rientrato dall’ospedale è stato destinatario di un provvedimento, dei due F.F. Direttore e del Comandante, con cui si prevede la sorveglianza a vista ma effettuata nella sezione degli isolati per la quarantena preventiva Covid. Cioè, la sorveglianza avviene con la cella aperta.”

“Il cancello della sezione è chiuso pero praticamente il collega sta con la sedia davanti la cella che e aperta. Anche di notte, il livello di sicurezza è davvero assai precario”. Così Maurizio Somma, segretario nazionale per il Lazio del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, spiegando i motivi della protesta da parte del personale di Polizia Penitenziaria in servizio nell’Istituto penale per minorenni di Casal del Marmo a Roma.

Il Sappe chiede dunque “l’immediato intervento dei vertici nazionali e regionali della Giustizia minorile e di Comunità che prevedano un’altra più congeniale e sicura soluzione detentiva”.

Per Donato Capece, Segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, “servono interventi urgenti e strutturali. A cominciare dalla revoca della norma che prevede che detenuti con 25 anni di età continuino ad essere ristretti incomprensibilmente in carceri minorili”.

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