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Scajola: “sono innocente, perseguitato come Andreotti”

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Indagato, accusato, ma anche assolto. Più volte ministro, e figura di rilievo della politica italiana, ma soprattutto al centro dell’attenzione dei media per la nota espressione “a mia insaputa”. Questo è Claudio Scajola, personaggio emblematico, tanto amato dai fedelissimi, quanto contestato da chi l’ha ritenuto colpevole anche se assolto. Perché i processi e i giudizi mediatici s’imprimono indelebili nella memoria della gente, marchiando a vita una persona, anche se giudicata in seguito innocente.

Da quanto si apprende dalle dichiarazioni riportate da Genova Oggi Notizie, Scajola si sente perseguitato. “Sono – dice – come Giulio Andreotti. E’ una persecuzione politica. Si è trattato di un arresto elettorale. È stato tutto preparato prima della presentazione delle liste, vogliono affossare Forza Italia e se la prendono con me da tempo, ma io farò di tutto per smascherare questi giudici. Voglio vivere per far capire che si sbagliano”.

Scajola è rinchiuso da giovedì scorso nel carcere di Regina Coeli di Roma, in seguito all’arresto effettuato dalla Dia di Reggio Calabria. Una cattura simile a quella dei film, scenografica: l’ex ministro si trovava in un hotel di Roma, al mattino è stato trascinato via dalla camera d’albergo in ciabatte, senza avere il tempo di mettere le scarpe, l’unica cosa materiale che chiede alla sua famiglia attraverso i legali.

Gli avvocati riportano che la cella dov’è recluso è piccola e buia “come quella di San Francesco d’Assisi”. Scajola è costretto a lavarsi un po’ alla volta, teme di ammalarsi di broncopolmonite, ma tiene duro. È controllato  a vista dagli agenti, come avveniva per i prigionieri rinchiusi nella Torre di Londra nel XV secolo.

“Andrò fino in fondo. Chi ha sbagliato deve pagare, questa storia è assurda”, afferma Scajola, spiegando perché si senta perseguitato come Giulio Andreotti. “Lui è stato accusato di associazione mafiosa e dell’omicidio di Pecorelli, a me sono toccate altre accuse – specifica – Speravano che morisse, ma Andreotti si è difeso con le unghie, sacrificando anche la vita. Io farò la stessa cosa, vedrete che uscirò pulito da questa storia, pago l’amicizia con una persona e la mia vicinanza da sempre a Berlusconi”.

Le sedi competenti stabiliranno la colpevolezza o l’innocenza di Scajola, tuttavia è impossibile non notare la coincidenza dell’accaduto con le elezioni europee ormai alle porte.

(Gianluca Venturini)

 

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