Sindacati: mobilità tra aziende per salvare lavoratori Multiservizi

Roma – Usare lo strumento della mobilita’ tra societa’ pubbliche, stabilito nell’ultimo milleproroghe, per salvare i lavoratori della Roma Multiservizi ai quali sono arrivati le lettere di licenziamento, dopo che l’azienda partecipata da Ama (capofila di un raggruppamento temporaneo di impresa) ha deciso di abbandonare quattro dei cinque lotti dell’appalto sulla differenziata nelle utenze non domestiche mettendo a rischio 270 posti di lavoro.

La proposta e’ stata avanzata da Fp Cgil, Fit Cisl e Fiadel alla sindaca di Roma, Virginia Raggi: “Stamattina abbiamo scritto alla sindaca, ad Ama e per conoscenza al Prefetto, che la settimana scorsa ci aveva convocato sulla vertenza legata all’appalto per le und e in particolare al raggruppamento temporaneo di impresa guidato da Roma Multiservizi, che ha deciso di abbandonare l’appalto e licenziano il personale- ha spiegato in un’intervista all’agenzia Dire Alessandro Russo della Fp Cgil- C’e’ una contorsione in questa vicenda.”

“Ama non ha bandito nuovamente la gara, non c’e’ un nuovo affidamento del servizio, contemporaneamente chiede alle societa’ di continuare quel servizio dentro i limiti di spesa previsti ma Multiservizi decide di uscire dall’appalto e Ama, che per mesi aveva mantenuto la linea di chiedere a Multiservizi di continuare, opera una scambio: chiede a Multiservizi di ritirare i contenziosi in atto e le permette questa uscita controllata da quattro dei cinque lotti per la raccolta delle utenze non domestiche di cui si occupava”.

In ballo ci sono 270 lavoratori delle quattro societa’ del raggruppamento temporaneo di impresa, con le prime lettere di licenziamento che sono gia’ partite: “Noi chiediamo di agire attraverso le norme introdotte nell’ultimo Milleproroghe sui percorsi di mobilita’ che aiutano a stabilizzare parte di questo personale- ha spiegato Russo- e di trovare una soluzione per governare questo processo che rischia di lasciare sul campo dei licenziati. Ci vuole qualcuno che decida e non lasci al suo destino questa crisi inevitabile”.

In particolare “il Milleproroghe ha modificato una parte del testo unico sulle societa’ partecipate, permettendo percorsi di mobilita’ e assorbimento da parte di altre societa’ pubbliche. E’ una soluzione che auspichiamo in caso di mancata continuita’ per questi lavoratori, perche’ Ama sta permettendo due cose: la prima, fuori dalle norme, l’abbandono di un appalto senza una ragione plausibile; l’altra e’ che questi lavoratori perderebbero la continuita’ occupazionale e quindi non avrebbero la clausola di salvaguardia necessaria per transitare da un appalto all’altro”.

Tutto cio’ in un contesto in cui “Ama non ha un bilancio approvato, non ha un piano assunzionale ne’ industriale, non c’e’ piu’ un progetto sull’impiantistica di cui discutere ne’ uno di riassetto aziendale- ha continuato Russo- In piu’ non ha visto approvato finora il proprio piano assunzionale e quindi rischiamo che l’operazione generale di Ama sia a somma zero per l’azienda: se decide di abbandonare una parte del porta a porta domestico e tornare ai cassonetti, dall’altra ha fatto capire che intende reinternalizzare una parte del servizio porta a porta delle utenze non domestiche e quindi si perde personale da una parte, perche’ lo si dovra’ impiegare per coprire le utenze commerciali, mentre ne recupera un po’ perche’ si torna alla raccolta stradale, con tutte le difficolta’ per strada perche’ lo stradale se non e’ puntuale comporta la creazione di cumuli”.

Secondo il sindacalista “questo scambio non e’ pensabile perche’ produce un’Ama piu’ piccola che, per compensare una parte del personale che perde tramite gli appalti, abbandona una parte del suo servizio, sposta di nuovo il personale da dove l’aveva preso tre anni fa e cosi’ si perdono quattro anni di giunta Raggi e dieci di progettazione da parte di tutte le amministrazioni che si sono susseguite. E’ una sconfitta totale per la citta’, frutto del fatto che nessuno ha voluto ascoltare gli allarmi lanciati in questi anni”.

Inoltre per reinternalizzare la raccolta differenziata non bastano solo gli uomini: “In alcune aree della citta’ una parte di personale si puo’ ancora impiegare per le utenze non domestiche, penso soprattutto nel centro storico. Sui mezzi Ama ha una carenza endemica e molto probabilmente non reggerebbe quell’urto. In generale il problema e’ che non si puo’ reinternalizzare un servizio perche’ non si e’ in grado di gestire un appalto o non si e’ in grado per tempo di fare un appalto- ha proseguito Russo- E’ saltato uno schema perche’ Ama e’ in profonda crisi di programmazione, idee e progettualita’ sulla citta’”.

Il prezzo di tutto questo rischia di essere pagato dai lavoratori: “Roma Multiservizi, pur essendo controllata da Ama, non risponde a nessuno. E’ abituata a ricattare la citta’ e a usare i lavoratori come ostaggi- ha concluso Russo- Questa abitudine continua in questi giorni su 270 lavoratori, che sono sopravvissuti alla crisi di Mafia Capitale e rischiano di perdere il lavoro per colpa di un conflitto che si e’ creato tra societa’ pubbliche e dove non c’e’ una guida ne’ una linea”.