Sindacati: per riders servono maggiori tutele

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Roma – “La seconda ondata della pandemia, e le relative restrizioni che vengono applicate, rimettono in primo piano l’operato dei riders e in generale dei lavoratori delle piattaforme, che nei periodi dell’emergenza sono stati tra i piu’ esposti al rischio contagio e sottoposti a pesantissimi carichi di lavoro. Torniamo dunque a sottolineare che queste persone non possono e non devono essere trattate in base alla falsa ideologia dell’autoimprenditorialita’, che non e’ altro che una scusa per pagarli a cottimo”. Cosi’, in una nota congiunta, i segretari generali della Filt Cgil Roma e Lazio, della Fit Cisl Lazio e della Uil Trasporti Lazio, Eugenio Stanziale, Marino Masucci e Maurizio Lago.

“Non e’ nella disintermediazione e nella gestione del lavoro da parte di un algoritmo che si puo’ basare la serenita’ e stabilita’ economica di questa categoria di persone- continuano- Faremo dunque tutto cio’ che e’ in nostro potere per intervenire sul versante contrattuale, tentando di introdurre tutele rispetto a un modello, quello del cottimo, sostanzialmente superato, nella sua forma esclusiva, dal codice civile nel lontano 1942.”

“Allo stesso tempo, riteniamo fondamentale che si diffonda il piu’ possibile una cultura del consumo consapevole, e che il ricorso alle piattaforme da parte della clientela avvenga all’interno di un’alimentata cultura delle condizioni di lavoro dettate dalle aziende. Da ultimo, vogliamo incoraggiare i lavoratori delle piattaforme a unirsi e organizzarsi senza timori, per sottolineare le loro esigenze: ogni istanza di miglioramento, se condotta collettivamente, puo’ portare grandi risultati: non a caso la parola ‘sindacato significa ‘vincere insieme'”.

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