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Sit in Roma Metropolitane: o risanamento o funivia rischia

Roma – “Gli ammodernamenti non si fanno con i licenziamenti”. Circa una cinquantina di dipendenti di Roma Metropolitane si sono radunati oggi a piazza del Campidoglio, con indosso pettorine aziendali arancioni, per protestare contro il rischio di 45 esuberi paventati dalla partecipata capitolina. “L’azienda- hanno spiegato all’agenzia Dire, i delegati sindacali Cgil, Cisl e Uil- ha presentato un piano alla Giunta Raggi che prevede il licenziamento di un terzo del personale di Roma Metropolitane. Il piano non e’ stato approvato ma nemmeno rigettato, per questo pretendiamo risposte dalla sindaca”. Ai piedi della lupa capitolina i manifestanti, con trombette, tamburi e striscioni come quelli su cui era scritto ‘Populismo e superficialita’ hanno calpestato la dignita” e ‘Uno vale uno e 145 sono nessuno’, stanno aspettando l’esito dell’incontro tra i segretari generali Roma e Lazio dei tre sindacati confederali e la sindaca Virginia Raggi sulle partecipate capitoline, attualmente in corso. “In ballo non c’e’ solo il destino dei lavoratori- hanno sottolineato ancora- ma anche quello della mobilita’ e dei trasporti della citta’”. Anche tutta la serie di opere previste dal Pums e annunciate in pompa magna solo qualche mese fa “resterebbero carta straccia senza un effettivo risanamento di questa azienda che da 4 anni e’ senza bilancio”. Gran parte degli interventi previsti nel Piano infatti, “sono stati progettati da Roma Metropolitane”. Tra questi, “anche la tanto celebrata funivia Casalotti, finanziata con fondi del Ministero”.